Mario Adinolfi dixit

Sono contrario all’utilizzo dei preservativi. Abbassano il piacere e interrompono il momento… fidetevi di me, che non li uso… non salvano nemmeno dall’Aids. La condizione ideale è quella di avere un solo uomo o una sola donna nella vita… la moglie sottomessa cristiana è la pietra fondante, la pietra su cui si edifica la famiglia.

Mario Adinolfi

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Sulle preferenze e altre seghe mentali

Diceva bene Agostino l’Equilibrista, “Tutto è perfettibile”, comprese le riforme costituzionali del “Governo” Renzi. Su tutte la tortuosa Riforma Elettorale. Uninominale si, uninominale no, preferenze si, preferenze no…

Il 10 dicembre 2012, all’indomani del voto sulla bozza di riforma della legge elettorale in Senato, l’allora capogruppo del Pd Anna Finocchiaro spiegò alla stampa il motivo che aveva spinto il Partito Democratico a votare contro il testo, cioè che “Pur essendo simile a quello che abbiamo presentato noi, prevede come strumento per scegliere gli eletti le preferenze“.

E Pierluigi Bersani replicava che non avrebbe mai “dato l’ok a una riforma elettorale con le preferenze“.

Quindi le preferenze stavano un po’ sulle balle a tutto il Pd (compresi i vari Fassina e buona parte del centrosinistra di allora) perché più clientelari di qualsiasi altro strumento di selezione!? Ma oggi non è più così, quindi buona fortuna a tutti.

Meglio una brutta riforma che nessuna riforma

“Servono riforme urgenti!”.

Ce lo ripetono dal 1945 come un mantra. Poi si prepara la riforma ed ecco arrivare la spaventevole espressione “E’ perfettibile”. La riforma entra nel gorgo delle commissioni parlamentari e scompare.

Il perfettibilismo blocca questo paese da troppi anni quindi meglio una brutta riforma che nessuna riforma… con buona pace dei gomblottisti e di quelli che “ho la soluzione ma ora non ve la dico”.

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Siamo quelli del “era una brava persona”

Siamo italiani… opportunisti, saccenti e menefreghisti.
Funeralizziamo e poi dimentichiamo… a volte funeralizziamo senza manco rammentare, ma poco importa. Siamo italiani ed è già tanto ricordarsi che il 25 Aprile non è Pasqua.

Per esempio: qualcuno rimembra la storia di Ilaria Alpi?

Ad uccidere Stefano #sonoStatoio

L’animazione di Makkox dedicata alla sentenza d’appello sul caso Stefano Cucchi andata in onda durante la puntata di Gazebo di domenica 2 novembre 2014.

Stefano Cucchi - Makkox

[clicca sull’immagine per vedere il video]

Index of ignorance

Come quando ti dicono “Ma quanto sei simpatico!” ma tu non cogli il sarcasmo e non ti rendi conto di stare sul cazzo (quasi) a tutti.
Questione di percezioni sbagliate. Non sei stato abbastanza attento, non hai approfondito e ti sei fatto un’idea sbagliata.

Esempio:
Alla domanda “In percentuale, quanti sono secondo te gli immigrati nel tuo paese?”, un italiano generalmente risponde il 30% (valore percepito). La realtà dice il 7%.

Percepite male anche le percentuali riguardanti il numero di disoccupati (49 a 12), anziani (48 a 21) e musulmani (20 a 4). Comunque trovate tutto qui.

Come sei vecchia sinistra radicale

Perchè Roberto quando ha ragione, ha ragione (ma fortunatamente per lui non sempre).

Quello che mi sconvolge, invece, è vedere sigle e volti eterni della estrema sinistra napoletana che nei giorni che hanno preceduto la riunione del direttivo della Bce, esibivano lo stesso logo del No Global Forum del 2001. In 13 anni i dirigenti della Bce sono cambiati, il mondo è completamente mutato anche nelle sue iniquità, ma chi protesta, i loro metodi, i loro slogan, no. Già li sento declamare: la rivoluzione non invecchia. Forse è vero, ma voi sì. E male, anche. Quei volti li conosco perché da ragazzino ascoltavo le loro parole, perché credevo mi aiutassero a capire, credevo che anche grazie a loro la mia coscienza civile e politica sarebbe maturata. Presto ho capito che non è la protesta cieca a mostrare una strada, che lì si disimpara solo.

Bignami AntiKastA

Ci vuole un ripassino altrimenti rischiamo di scivolare in un anti-tuttismo integralista perdendoci i passaggi fondamentali alla base del patatrac politico a babordo (e dello zoppicare dell’anti-politica attuale). Di Pietro, Santoro, Ingroia, Spinelli e Maltese per citarne alcuni. C’è anche l’ex coppia De Magistris/Travaglio, una volta rispettivamente eroe e cantore, oggi separati ognuno a casa sua. Pensare che De Magistris per qualche tempo fu anche il “volto nuovo” dell’anti-politica italiana (il delfino di Tonino). Per qualche tempo, poi “Why not” e una Napoli allo sbando.

Poi c’è il tragicomico caso di Luigi De Magistris, pure lui ex pm buttatosi in politica (ma forse la faceva anche con la toga addosso). Tragico perchè una città con mille problemi come Napoli si trova pure col problema di un sindaco condannato che, verosimilmente, dovrà lasciare l’incarico con l’applicazione della legge Severino. Comico perchè la prima cosa che Giggino ha fatto dopo aver saputo della pena di un anno e tre mesi inflittagli per abuso d’ufficio è stata partire testa bassa all’attacco dei giudici. Ma quello che faceva così non era Berlusconi?

QUI L’ARTICOLO COMPLETO

Aboliamo il lavoro

Tra una quindicina di anni assisteremo ad una puntata de La Gabbia condotta da un Gianluigi Paragone diventato nel mentre filo hippie e trasmessa su una rete televisiva delocalizzata in Bosnia.

Si parlerà di Articolo 18 e di come riformare il mondo del lavoro che da trent’anni è fermo alla questione Articolo 18. Ospiti in studio dipendenti di imprese delocalizzate in Albania e Polonia. Ci sarà sempre Sergio Cofferati, che i suoi anni se li porta comunque bene vista la cospicua pensione da ex sindacalista e da ex tante altre cose.

Si parlerà di quanto sarebbe rischioso abolire l’Articolo 18. Ma alla fine troveranno una soluzione: abolire direttamente il lavoro.

Ubi minor, maior cessat

Il grado di civiltà di un Paese si misura anche dalla qualità e dall’autorevolezza dei suoi ideologi.
Tra i nostri c’è Alda D’Eusanio.

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