Lo Stroncatore

Se questo è un uomo (Primo Levi)

Troppo scontato. Soprattutto il messaggio che viene troppo spesso passato è che gli ebrei sono stati deportati. E gli italiani normali? Operai normalissimi, che hanno anche fatto la resistenza, e che non vengono mai ricordati. Auschwitz era un campo di smistamento, difficilmente potevi morire lì, mentre molti altri erano i campi di concentramento vero e proprio. Bisogna andare oltre e informarsi sempre di più. (artec)


Una delle tante “recensioni” 2.0 trovate online e raccolte sulle pagine de “Lo Stroncatore“, tumblr italiano dove vengono raggruppati i giudizi letterari più assurdi fra quelli pubblicati sul Web dai lettori (Amazon, Anobii & C.).

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I maroni rotti vanno nell’umido?

“Perchè un fiacco, egoista e ormai sterile settantenne privo di discendenza dovrebbe fare duecento metri in più per gettare il vetro nel contenitore del vetro?”

Questa ed altre 299 domande “green” nel bestseller diversamente ecologico “I maroni rotti vanno nell’umido?” di Luca Biancomonte.

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Best in Travel 2011

La Lonely Planet ha pubblicato la guida Best in Travel 2011, al primo posto l’Albania, l’Italia è settima con questa motivazione:

L’Italia è un meraviglioso, carismatico e affascinante caos. L’informazione sarà per gran parte di proprietà del premier Silvio Berlusconi, la corruzione e gli scandali sessuali potranno essere notizie di tutti i giorni e l’economia potrà essere in crisi, ma rimane ancora uno dei posti più incredibili del mondo. Il cibo, il sole, le città, l’arte, è tutto sublime. Ci sono 44 luoghi considerati patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, più di ogni altro paese. L’Italia sta per celebrare i suoi primi 150 anni, e ogni regione presenta caratteri e qualità particolari quanto quelli di una piccola nazione: i cittadini vengono dalla propria regione, e la loro nazionalità viene solo dopo. E questo fa sì che valga la pena visitare il paese in ogni sua parte.

via il Post

Il libro dei coniglietti suicidi

Piccoli soffici coniglietti che vogliono semplicemente farla finita

da “Il libro dei coniglietti suicidi” di Andy Riley.

Non fu Dio a creare l’universo

Lo afferma l’astrofisico britannico Stephen Hawking nel suo ultimo libro “The grand design”. E i teologi si inalberano… e Benny XVI non digerisce la peperonata.

Dio, sei stato nominato!

Titolo: Dio, sei stato nominato!
Autore: Alfredo Ceccarelli
Editore: Cantina Editore
Prima edizione: 2008

Dall’autore de “Il sole non è proprio giallo come nei disegni” un altro saggio illuminante ed attuale. Nella sua ultima fatica letteraria Alfredo Ceccarelli analizza la società dell’informazione globale concentrando l’attenzione sulla lenta ed inesorabile scomparsa dei valori cristiani dai palinsesti dell’esistenza causa la loro scarsa telegenia.
Trecentoventi pagine rivelatrici.

Big Fish – Le storie di una vita incredibile

Gesù sostituisce San Pietro alla porta del paradiso.
Insomma, Gesù gli stava dando una mano, quando vede arrivare un uomo che procede a fatica lungo il sentiero che porta al paradiso.
“Che cosa hai fatto per essere ammesso nel regno dei cieli?” gli chiede Gesù. E l’uomo risponde “Be’, in verità niente di importante. Sono un povero falegname che ha vissuto tranquillo. L’unica cosa importante della mia vita è stato mio figlio”.
“Tuo figlio?” chiede Gesù, improvvisamente interessato. “Sì, era quasi un figlio” dice l’uomo. “È nato in modo un pò insolito e poi si è trasformato. È diventato famoso in tutto il mondo e molti ancora lo amano”. Cristo guarda l’uomo, lo abbraccia stretto e dice “Padre, padre!”.
Il vecchio ricambia l’abbraccio e dice “Pinocchio?”

tratto da “Big Fish” di Daniel Wallace

Vaticano SpA

“Lo Ior ha funzionato come una banca nella banca. Una vera e propria lavanderia nel centro di Roma, utilizzata anche dalla mafia e per spregiudicate avventure politiche. Un paradiso fiscale che non risponde ad alcuna legislazione diversa da quella dello Stato del Vaticano.
Tutto in nome di Dio”.

da “Vaticano SpA” di Gianluigi Nuzzi

Tokyo blues – Norvegian wood

Avevo trentasette anni, ed ero seduto a bordo di un Boeing 747.
Il gigantesco velivolo aveva cominciato la discesa attraverso densi starti di nubi piovose, e dopo poco sarebbe atterrato all’aeroporto di Amburgo. La fredda pioggia di novembre tingeva di scuro la terra trasformando tutta la scena, con i meccanici negli impermeabili, le bandiere issate sugli anonimi edifici dell’aeroporto e l’insegna pubblicitaria della Bmw, in un tetro paesaggio di scuola fiamminga. È proprio vero: sono di nuovo in Germania, pensai.
Quando l’aereo ebbe completato l’atterraggio, la scritta “Vietato fumare” si spense e dagli altoparlanti sul soffitto cominciò a diffondersi una musica in sottofondo. Era Norvegian Wood dei Beatles in una annacquata versione orchestrale. E come sempre mi bastò riconoscere la melodia per sentirmi turbato. Anzi, questa volta ne fui agitato e sconvolto come non mi era mai accaduto.

tratto da “Tokyo blues – Norvegian wood” di Haruki Murakami.

Waiting for Godot

Sto rileggendo “Aspettando Godot” di Samuel Beckett.
Sarà perchè da qualche giorno mi sento un pò Vladimiro…
o Estragone!?
Fate voi, uno vale l’altro.