Bignami AntiKastA

Ci vuole un ripassino altrimenti rischiamo di scivolare in un anti-tuttismo integralista perdendoci i passaggi fondamentali alla base del patatrac politico a babordo (e dello zoppicare dell’anti-politica attuale). Di Pietro, Santoro, Ingroia, Spinelli e Maltese per citarne alcuni. C’è anche l’ex coppia De Magistris/Travaglio, una volta rispettivamente eroe e cantore, oggi separati ognuno a casa sua. Pensare che De Magistris per qualche tempo fu anche il “volto nuovo” dell’anti-politica italiana (il delfino di Tonino). Per qualche tempo, poi “Why not” e una Napoli allo sbando.

Poi c’è il tragicomico caso di Luigi De Magistris, pure lui ex pm buttatosi in politica (ma forse la faceva anche con la toga addosso). Tragico perchè una città con mille problemi come Napoli si trova pure col problema di un sindaco condannato che, verosimilmente, dovrà lasciare l’incarico con l’applicazione della legge Severino. Comico perchè la prima cosa che Giggino ha fatto dopo aver saputo della pena di un anno e tre mesi inflittagli per abuso d’ufficio è stata partire testa bassa all’attacco dei giudici. Ma quello che faceva così non era Berlusconi?

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Rai ahi ahi ahi

Stralci dell’esaustivo articolo di Curzio Maltese sull’annosa questione dei compensi Rai.

su Brunetta/Fazio/Crozza
Renato Brunetta è riuscito a bloccare i contratti Rai con Maurizio Crozza e Roberto Benigni. Vale a dire, il meglio che la televisione italiana riesce a esprimere fra tanta spazzatura. A Mediaset possono festeggiare. In questi giorni si firmano i contratti pubblicitari e l’assenza di due campioni di ascolti come Benigni e Crozza dai palinsesti della concorrenza è una bella notizia per le tv di Berlusconi.

su Augusto Minzolini
Augusto Minzolini, che ha portato il telegiornale ai minimi di ascolti, procurato alla Rai una multa record di 350 mila euro per violazione del pluralismo ed è stato infine premiato, per servigi resi (non agli spettatori), con la nomina a senatore nelle liste berlusconiane, dove continua a prendere 13 o 14 mila euro al mese dalle nostre tasse.

su Beppe Grillo
Quanto a Beppe Grillo (che si vantava di prendere dalla Rai 350 milioni di lire per una singola ospitata al festival di Sanremo. L’equivalente di 393 mila euro di oggi), per un giorno, siamo alle comiche. D’accordo che in Italia la coerenza non è la prima cosa e il Paese vive di memoria corta. D’accordo che quando c’è da dare una mano a Berlusconi, nei fatti, il “Che” Beppe non si tira mai indietro, Ma il pioniere dei mega compensi Rai che definisce il contratto di Fazio “un insulto alla condizione del Paese e ai lavoratori Rai”, perdonateci, non si può sentire.

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