Index of ignorance

Come quando ti dicono “Ma quanto sei simpatico!” ma tu non cogli il sarcasmo e non ti rendi conto di stare sul cazzo (quasi) a tutti.
Questione di percezioni sbagliate. Non sei stato abbastanza attento, non hai approfondito e ti sei fatto un’idea sbagliata.

Esempio:
Alla domanda “In percentuale, quanti sono secondo te gli immigrati nel tuo paese?”, un italiano generalmente risponde il 30% (valore percepito). La realtà dice il 7%.

Percepite male anche le percentuali riguardanti il numero di disoccupati (49 a 12), anziani (48 a 21) e musulmani (20 a 4). Comunque trovate tutto qui.

Come scrivere di un suicidio

Linee guida che i giornali dovrebbero rispettare, ma che nel caso della morte di Robin Williams sono state spesso ignorate.

Come ha spiegato Mary Hamilton, giornalista dell’edizione australiana del Guardian, nel giornalismo esistono linee guida piuttosto chiare che indicano come parlare e raccontare un suicidio. Una sintesi efficace di queste regole è stata fatta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha pubblicato un rapporto intitolato: «Prevenire il suicidio. Una risorsa per i professionisti dei media». Per esempio, quando si scrive di suicidio è necessario pensare all’impatto che quell’articolo può avere sui lettori: può essere quindi utile fornire indicazioni o numeri di telefono da contattare in caso di emergenze (l’ha fatto il Guardian per esempio, che alla fine dell’articolo sulla notizia della morte di Robin Williams ha messo i numeri di telefono da contattare dei centri di prevenzione del suicidio negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Australia). Inoltre è raccomandato evitare di raccontare il suicidio nei dettagli, omettendo per esempio le modalità con cui quella persona si è uccisa.

Il motivo è che i lettori più vulnerabili potrebbero “imitare” il comportamento suicida riportato dal giornale, specie se la copertura che viene data dell’evento è molto ampia e usa toni sensazionalistici. Come ha specificato Hamilton, non si tratta di un’ipotesi di scuola: negli ultimi anni sono stati condotti centinaia di studi sul cosiddetto “suicidio per emulazione”, che hanno dimostrato che una particolare copertura dei media sulla morte di una persona può effettivamente incoraggiare altre persone considerate “vulnerabili” a uccidersi nella stessa maniera.

leggi l’articolo completo su Il Post

Genitore 1 e Genitore 2

Cosa dice il più grande studio mai realizzato sui figli delle coppie gay? In sintesi: che sono mediamente più sani e felici degli altri. Per chi volesse approfondire questo è il link. [fonte IL POST]

Cinque articoli IKEA per Berlusconi

Ieri il PresDelCons è stato da IKEA, senza comprare: gli suggeriamo qualcosa, per la prossima volta.

via Il Post