Sulle preferenze e altre seghe mentali

Diceva bene Agostino l’Equilibrista, “Tutto è perfettibile”, comprese le riforme costituzionali del “Governo” Renzi. Su tutte la tortuosa Riforma Elettorale. Uninominale si, uninominale no, preferenze si, preferenze no…

Il 10 dicembre 2012, all’indomani del voto sulla bozza di riforma della legge elettorale in Senato, l’allora capogruppo del Pd Anna Finocchiaro spiegò alla stampa il motivo che aveva spinto il Partito Democratico a votare contro il testo, cioè che “Pur essendo simile a quello che abbiamo presentato noi, prevede come strumento per scegliere gli eletti le preferenze“.

E Pierluigi Bersani replicava che non avrebbe mai “dato l’ok a una riforma elettorale con le preferenze“.

Quindi le preferenze stavano un po’ sulle balle a tutto il Pd (compresi i vari Fassina e buona parte del centrosinistra di allora) perché più clientelari di qualsiasi altro strumento di selezione!? Ma oggi non è più così, quindi buona fortuna a tutti.

Meglio una brutta riforma che nessuna riforma

“Servono riforme urgenti!”.

Ce lo ripetono dal 1945 come un mantra. Poi si prepara la riforma ed ecco arrivare la spaventevole espressione “E’ perfettibile”. La riforma entra nel gorgo delle commissioni parlamentari e scompare.

Il perfettibilismo blocca questo paese da troppi anni quindi meglio una brutta riforma che nessuna riforma… con buona pace dei gomblottisti e di quelli che “ho la soluzione ma ora non ve la dico”.

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Come sei vecchia sinistra radicale

Perchè Roberto quando ha ragione, ha ragione (ma fortunatamente per lui non sempre).

Quello che mi sconvolge, invece, è vedere sigle e volti eterni della estrema sinistra napoletana che nei giorni che hanno preceduto la riunione del direttivo della Bce, esibivano lo stesso logo del No Global Forum del 2001. In 13 anni i dirigenti della Bce sono cambiati, il mondo è completamente mutato anche nelle sue iniquità, ma chi protesta, i loro metodi, i loro slogan, no. Già li sento declamare: la rivoluzione non invecchia. Forse è vero, ma voi sì. E male, anche. Quei volti li conosco perché da ragazzino ascoltavo le loro parole, perché credevo mi aiutassero a capire, credevo che anche grazie a loro la mia coscienza civile e politica sarebbe maturata. Presto ho capito che non è la protesta cieca a mostrare una strada, che lì si disimpara solo.

Bignami AntiKastA

Ci vuole un ripassino altrimenti rischiamo di scivolare in un anti-tuttismo integralista perdendoci i passaggi fondamentali alla base del patatrac politico a babordo (e dello zoppicare dell’anti-politica attuale). Di Pietro, Santoro, Ingroia, Spinelli e Maltese per citarne alcuni. C’è anche l’ex coppia De Magistris/Travaglio, una volta rispettivamente eroe e cantore, oggi separati ognuno a casa sua. Pensare che De Magistris per qualche tempo fu anche il “volto nuovo” dell’anti-politica italiana (il delfino di Tonino). Per qualche tempo, poi “Why not” e una Napoli allo sbando.

Poi c’è il tragicomico caso di Luigi De Magistris, pure lui ex pm buttatosi in politica (ma forse la faceva anche con la toga addosso). Tragico perchè una città con mille problemi come Napoli si trova pure col problema di un sindaco condannato che, verosimilmente, dovrà lasciare l’incarico con l’applicazione della legge Severino. Comico perchè la prima cosa che Giggino ha fatto dopo aver saputo della pena di un anno e tre mesi inflittagli per abuso d’ufficio è stata partire testa bassa all’attacco dei giudici. Ma quello che faceva così non era Berlusconi?

QUI L’ARTICOLO COMPLETO

Gomblotti e Sirene (dell’ambulanza)

Poi ti fermi un attimo e ti chiedi: “Perché?”

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I casi della vita

Torna la Festa de L’Unità ma chiude L’Unità.

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Antonio Razzi dixit

Quello che sta succedendo in Medioriente? Io ve lo dico da amico… se ce stava Berlusconi presidente lì aveva già fermato tutta la guerra… Quello c’ha la mano santa! Quando c’era Silvio non era mai scoppiati ‘sti casini… e gli abbiamo pure levato lu passaporto! Ma in che mondo viviamo?… Io c’ho un’idea… se andiamo là io e Parenzo (uno dei conduttori, ndr) risolviamo tutto… perché Parenzo è comunista, io non sono comunista… e poi Silvio Berlusconi potrebbe fare il mediatore. Te lo dico da amico… quando arriverà Berlusconi a Gaza calmerà tutti. Io in missione a Gaza? Con Razzi so’ cazzi…

Antonio Razzi

Un movimento in tre mosse

Invita quattro amici al bar e…

  1. riempili di concetti presi a caso dal mazzo
  2. dagli poco tempo per capire
  3. fomentali con slogan da pianerottolo

Tafazzismo 2014

Checché ne dicano analisti e politologi, demagoghi e costituzionalisti, supporters e detrattori, il Partito Democratico è un partito di sinistra. Ha conquistato 164 comuni* su 243 (40 centrodestra e 3 Movimento 5 Stelle), ha raggiunto un risultato storico alle Europee (41%) ma ha perso Livorno quindi al suo interno c’è già chi dice che forse non si è vinto del tutto e comunque ci si deve interrogare.
Ma andate a cagare!


* sopra i 15.000 abitanti (29 sono capoluoghi)
** tafazzismo: nel linguaggio giornalistico, tendenza a sottoporsi in modo masochistico a sofferenze e umiliazioni.

Ma volete approfondire le cose, cazzo!

“Il Sanremo dell’anno scorso era decisamente migliore… ti ricordi quella canzone che faceva tin, tin, tin? Io la canticchiavo sotto la doccia già il mattino dopo. Quest’anno invece niente”

La politica è come il Festival di Sanremo. Prima era meglio anche se prima ci faceva cagare uguale.

Prendiamo il caso Enrico Berlinguer. E’ stato preso a modello dalla sinistra che non si riconosce nel centrosinistra, dal centrosinistra che non si riconosce nella destra, dagli altri-europeisti con Tsipras che non si riconoscono nei persiani (Tsipras è greco, ndr) e dai grillini che certe volte non si riconoscono manco in loro stessi (vedi l’ultima boutade di Beppe che si allea con l’estrema destra di Nigel Farage all’insaputa degli iscritti creando un certo smarrimento).

Tutti necrofili alla ricerca di un pezzo di Berlinguer… ma era così trasversalmente e fottutamente amato l’Enricuccio nostro?

A me pare di ricordare il contrario!? A me pare di ricordare che agli Alexis Tsipras e Beppe Grillo dell’epoca Berlinguer non piacesse mica tanto. Anzi… a quelli l’Enricuccio stava parecchio sulle palle. Berlinguer era l’architetto del Compromesso Storico e del possibile accordo con la Democrazia Cristiana (quindi con americani, imperialisti e lobbisti). Berlinguer era il nemico della classe operaia ingannata per compiacere gli alleati capitalisti. Enricuccio era l’acqua imborghesita e statalista che, riconoscendosi nelle istituzioni democratiche, raffreddava il sano e bollente spirito rivoluzionaro. Berlinguer era il convinto europeista. Probabilmente l’avrebbero preso per il culo anche al Concertone del Primo Maggio (subito dopo la performance dei Modena City Ramblers).

Enricuccio l’ictus forse forse se l’è fatto venire per non dover continuamente spiegare al compagno Tancredi che il mondo stava mutando e senza un deciso cambio di marcia non si sarebbe arrivati da nessuna parte.

Quindi smettetela di tirarlo per la giacchetta, dopo trent’anni sotto terra manco ci sarà più la giacchetta!

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