Aboliamo il lavoro

Tra una quindicina di anni assisteremo ad una puntata de La Gabbia condotta da un Gianluigi Paragone diventato nel mentre filo hippie e trasmessa su una rete televisiva delocalizzata in Bosnia.

Si parlerà di Articolo 18 e di come riformare il mondo del lavoro che da trent’anni è fermo alla questione Articolo 18. Ospiti in studio dipendenti di imprese delocalizzate in Albania e Polonia. Ci sarà sempre Sergio Cofferati, che i suoi anni se li porta comunque bene vista la cospicua pensione da ex sindacalista e da ex tante altre cose.

Si parlerà di quanto sarebbe rischioso abolire l’Articolo 18. Ma alla fine troveranno una soluzione: abolire direttamente il lavoro.

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La mamma di quelli con la cravatta verde è sempre incinta

Qualche giorno fa, in relazione alla notizia (pubblicata su un sito “specializzato” nel raccogliere news di reati commessi da cittadini stranieri) di un tentato stupro da parte di un immigrato africano, la consigliera leghista Dolores Valandro postava sulla sua bacheca di Facebook questo commento contro il ministro Kyenge:

Ma mai nessuno che se la stupri, così tanto per capire cosa può provare la vittima di questo efferato reato? Vergogna.

Ieri, in risposta all’affermazione del ministro Kyenge che definisce gli immigrati come una risorsa, sulla pagina ufficiale della Lega Nord di Legnago appare un:

Se sono una risorsa…va a fare il ministro in Congo! Ebete.

Poi arriva la leghista “ambientalista” Rossella Colombo, consigliere con delega a Pari opportunità, Politiche giovanili e della famiglia, che in riferimento all’assegnazione delle case popolari ai cittadini stranieri afferma:

Bruciare gli immigrati? Attenzione, però, il loro fumo inquina.

In conclusione l'”animalista” Anna Giulia Giovacchini, leghista di Monza, che commentando la tragedia del canale di Sicilia, dove alcuni immigrati hanno tentato di salvarsi dall’annegamento aggrappandondosi alle gabbie dei tonni, sul suo profilo Facebook (con foto di gattini) scrive:

Quindi le gabbie dei tonni non solo uccidono i poveri pesci, ma danneggiano anche gli italiani, vegetariani o onnivori. Un motivo in più per non mangiare tonno”.

Se muoio non resuscitatemi

La maggioranza approva il disegno di legge sul biotestamento, si potrà morire solo nei giorni feriali, di morte naturale/violenta, previa richiesta scritta, in bollo, da presentare all’ufficio anagrafe del vostro comune di residenza due settimane prima della dipartita.

Viste le abitudini di certi nostri parlamentari è gia tanto che non abbiano approvato il tastamento biologico.

Ammazzi la vecchia e ti regalo la macchina

La proposta shock arriva dalla depressa e cattolica (fino a ieri, ndr) Irlanda, paese in piena crisi economica che vede emigrare i giovani ed è costretta a mantenere anziani “poco produttivi“.

Questa la dichiarazione del Ministro alle finanze irlandese Michael Noonan:

La popolazione irlandese è sempre più anziana, la crisi economica sempre più grave […] i giovani non trovano lavoro e sono costretti ad emigrare. […] In un momento come questo è necessario sacrificarsi, nel vero senso della parola, per il bene della nazione, per rilanciare il paese. So che può sembrare una proposta blasfema e inumana ma la spesa per mantenere in piedi il sistema pensionistico irlandese è ormai insostenibile. […] L’eutanasia è indolore, morire di fame e di freddo no. […] E’ il sacrificio di pochi per il bene di un popolo, di una nazione, di una storia.

Ma qual’è in pratica la proposta del ministro irlandese? La dolce morte per gli over 65 in cambio di incentivi statali (per l’acquisto di una nuova auto, di nuovi elettrodomestici, di una nuova casa etc. etc.), finanziamenti alle giovani imprese, contributi alle aziende per assunzioni e ammodernamento, investimenti nella ricerca e nella scuola.

ESEMPIO: hai una nonna vecchia e petulante ed una macchina che perde pezzi ad ogni dosso? Porti la nonna in clinica, punturina e cospicuo assegno per l’acquisto di una nuova autovettura.

L’assurda (eufemismo, ndr) proposta del governo irlandese ha già provocato dure reazione, in primis tra gli irlandesi ma soprattutto sul web (i gruppi su Facebook non si contano più, c’è chi propone la dolce morte per il ministro ed i parlamentari firmatari della proposta, secondo gli utenti economicamente ed umanamente più vantaggiosa).

Per ora nessuna reazione da parte del resto d’Europa, ancora troppo impegnata a spartirsi pezzi di Libia. Silente anche il Vaticano, per ora… noi restiamo in attesa, fiduciosi.

Perchè Sanremo è Sanremo

Siamo a 171 ma mancano ancora due giorni alla fine del 2010. 171 detenuti morti, 65 suicidi. Ma Fernando Paniccia è sicuramente una delle vittime più fortunate, Fernando è morto a Sanremo, la città del Festival della Canzone Italiana, mica pizza e fichi. Fernando Paniccia aveva ventisette anni, era obeso, epilettico, mentalmente ritardato e semiparalizzato… un invalido al 100% che nella sua lunga “carriera delinquenziale” aveva rubato tre palloni di cuoio, un mazzo di rose e qualche rivista di decoupage. Avrebbe finito di scontare la sua pena il 31 dicembre del 2011 ma vuoi mettere morire a Sanremo!

PS: mi ha chiamato il sindaco Zoccarato che mi prega di ricordare che a Sanremo non c’è solo il Festival… ci sono anche i fiori, il mare ed un clima invidiabile.

Forze del disordine costituito

A Brescia (Italia), al presidio organizzato a sostegno dei sei immigrati saliti sulla gru per chiedere la regolarizzazione, un funzionario di Polizia invita i manifestanti ad “andare in qualche locale, ma non qui“, l’interlocutore ribatte “non s’inventi gli assembramenti” e lui ordina la carica.

Qui Il video originale diffuso dal sito peacereporter.it.

Gesù era nero? No, quello nero era Gullit

Ho due notizie, una buona e una cattiva.

La notizia buona è che la Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha stabilito che da oggi tutte le scuole della UE dovranno esporre una foto di Ruud Gullit in ogni aula. La notizia cattiva è che quelli del Ku Klux Klan non sono tanto d’accordo.

Roberto Castelli dixit

Le statistiche sulle morti bianche? Sono fasulle. Manipolate per fare ottenere risarcimenti assicurativi anche alle famiglie di quei lavoratori che perdono la vita sulla strada mentre vanno o tornano dal lavoro“.

Se Castelli dovesse morire tragicomicamente (facciamo le corna!) soffocato da una sua cazzata sarebbe una morte bianca?

Case chiuse a 5 stelle

Per il “Women’s Institute“, la più grande associazione di volontariato femminile inglese, il paradiso delle prostitute è in Nuova Zelanda.

Obiettivo dello studio: legalizzare la prostituzione nel Regno Unito in modo da proteggere le donne che praticano il mestiere più antico del mondo.

PS: l’ispezione è stata condotta da Jean e Shirley, due anziane signore inglesi armate di borsetta e bastone.
PPS: Il loro viaggio sarà trasmesso il 3 agosto da Channel 4.

Fonte: Corriere.it

Papa don’t preach #2

Quest’uomo ha sinceramente rotto le palle.