New Ior, New Ior

L’anno scorso lo Stato del Vaticano veniva incluso per la prima volta nella black list (l’elenco dei paesi con particolari regimi fiscali, detti anche paradisi fiscali). Il profondo restyling dell’immagine della Chiesa voluto da Papa Bergoglio (meno sfarzi e più trasparenza) non poteva bypassare l’annosa questione dello Ior.

Per questo motivo è stata istituita una “Commissione sullo Ior” per fare luce all’interno dell’istituto bancario vaticano e portare avanti l’opera di maquillage. Ma come cancellare decenni di ombre e scandali senza palesare decenni di ombre e scandali?

La soluzione è semplice: lo scorporo.
Il nuovo Ior sarà per metà Banca Etica (che gestirà il piccolo/medio credito) e per metà Fondazione (che gestirà gli investimenti più importanti).

La Banca Etica (soggetta ai maggiori controlli) si occuperà dei pezzenti, la Fondazione (per natura giuridica non obbligata alla trasparenza e mai inserita nella Black List anche se costituita in un paradiso fiscale) continuerà a gestire le patate bollenti passate, presenti e future.

Tanto poi c’è la confessione.

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La crisi dell’euro spiegata con il Lego

La società finanziaria JP Morgan ha realizzato uno schema che spiega la crisi del debito nell’Unione Europea, con gli omini del Lego.

Economics for dummies

Non sono un economista ma ho la soluzione alla crisi… anzi, le soluzioni sono due:

  1. Eliminare i giovani bamboccioni disoccupati
  2. Eliminare i vecchi bacucchi con la pensione minima

UPDATE: mi ha già chiamato Tremonti per dirmi “bvavo”.

Antonio Mastrapasqua dixit

… se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale.

I’m Ior

Ne ha parlato e scritto Gianluigi Nuzzi in Vaticano SpA, ora tocca alla magistratura indagare sui movimenti sospetti sui conti dell’Istituto per le Opere Religiose (per gli amici Ior). Ma l’Osservatore Romano si scopre costaricano e scrive:

Lo Ior non può considerarsi una banca nell’accezione corrente, amministra i beni di istituzioni cattoliche a livello internazionale ed, essendo ubicato nello Stato di Città del Vaticano, è al di fuori della giurisdizione delle diverse banche nazionali.

Anche se fiscale è pur sempre un Paradiso

Pomigliani d’ottone e manici nel culo

La storia è ciclica dicono… certe volte forse statica.
Da giorni non si parla d’altro (se si escludono TG1, TG2, T4, Tg5, Studio Aperto, Il Giornale, Libero, il Foglio, Il Secolo d’Italia… e chi più ne ha più ne metta) che della scottante questione dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco. Panda o non Panda questo è il problema… da una parte i diritti dei lavoratori dall’altra i dividendi degli azionisti. Come trentanni fa… questo infatti scriveva il giornalista Mario Melloni (alias Fortebraccio) in un corsivo del 22 gennaio 1982:

Come il giro delle stagioni, immutabile e fatale, così ci appare la vicenda della Fiat. C’è sempre un tempo dell’anno in cui s’alzano alte grida di allarme sulla sorte di questa azienda: gli affari vanno male, le previsioni sonono nere, bisogna ridurre, ridimensionare, restringersi. “Ahimè, che sarà di noi?”, piange l’avvocato Basetta, soprannominato Agnelli. E aggiunge, con voce tenebrosa, che occorrerà ridurre la maestranza, con licenziamenti o cassa integrazione.
Tale è il destino. Poi passano i mesi, finisce l’anno, si compilano i bilanci e Basetta scrive una lettera agli azionisti nella quale annuncia che le cose sono andate bene e, secondo ogni ragionevole previsione, andranno ancor meglio l’anno prossimo. Intanto, dai conti fatti, si può già concludere che anche quest’anno la Fiat chiuderà in attivo e che gli azionisti incasseranno un dividendo almeno non inferiore a quello dell’anno trascorso […]

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Ipocondria economica e wurstel

Ieri la crisi c’era ma non c’era (era solo una sega mentale di voi corvi malpensanti e sinistroidi).

Oggi la crisi c’è… improvvisa come un fulmine a ciel sereno… non c’è ma c’è, quel tanto che basta per mettercela in quel posto.

Felicità a momenti e futuro incerto

La crisi è alle spalle… e punta.

Brufolazzi

“Tu non vieni”
Non importa, sai, c’avevo judo
ma se serve vi porto i dischi così potrete ballare i lenti.

Casa mia, casa mia…

Ho ristrutturato la casa dei Lego aumentando la cubatura del 20%.