Sulle preferenze e altre seghe mentali

Diceva bene Agostino l’Equilibrista, “Tutto è perfettibile”, comprese le riforme costituzionali del “Governo” Renzi. Su tutte la tortuosa Riforma Elettorale. Uninominale si, uninominale no, preferenze si, preferenze no…

Il 10 dicembre 2012, all’indomani del voto sulla bozza di riforma della legge elettorale in Senato, l’allora capogruppo del Pd Anna Finocchiaro spiegò alla stampa il motivo che aveva spinto il Partito Democratico a votare contro il testo, cioè che “Pur essendo simile a quello che abbiamo presentato noi, prevede come strumento per scegliere gli eletti le preferenze“.

E Pierluigi Bersani replicava che non avrebbe mai “dato l’ok a una riforma elettorale con le preferenze“.

Quindi le preferenze stavano un po’ sulle balle a tutto il Pd (compresi i vari Fassina e buona parte del centrosinistra di allora) perché più clientelari di qualsiasi altro strumento di selezione!? Ma oggi non è più così, quindi buona fortuna a tutti.

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Primarie e Segreti di Satira

Il “primarista” secondo Il Terzo Segreto di Satira.

Automatic for the pippe

Ieri notte ero in giardino a lottare con le erbacce quando mi suona il cellulare, estraggo la mano tumida dalla malerba e agguanto il telefonino… leggo “Pier” (Bersani, ndr) e mi dico “Cosa vorrà alle 23.40, pensavo i comunisti diventassero oggetti d’arredo vintage dopo il tramonto!?

IO: Pronto Pier, dimmi tutto.
PIER: Ciao, senti, scusa l’ora ma siamo qui io, Rosy Bindi, Nichi Vendola, Antonio Di Pietro e il cugino povero di Veltroni… sono sei ore che siamo qui e la stanza puzza di piedi e salamini Beretta.

Percepisco sofferenza nella sua voce, anche la zeta è più sorda del solito… non aveva una zeta così dalla Festa de L’Unità di Faenza del 2004 quando io, lui e D’Alema perdemmo a passatella contro Bertinotti, Rizzo e il cugino ricco (ma negro, ndr) di Veltroni (Ualter ha un sacco di cugini, ndr).

IO: ok Pier, ora rilassati, apri la finestra e spiegami.
PIER: Ci manca lo slogan, abbiamo la colla fatta ma ci manca lo slogan.
IO: ma lo slogan per cosa? Ti sei appena rimboccato le maniche!
PIER: si ma quello è il PD, ora dobbiamo tirar fuori lo slogan per la coalizione… se Berlusconi cade dobbiamo farci trovare pronti… okei!
IO: perfetto Pier! Qual’è l’idea.
PIER: beh, pensavamo a qualcosa di incisivo e immediato, con dentro un po’ di futuro ma anche un po’ di passato… Nichi mi suggerisce anche qualcosa di visionario, Di Pietro ci vorrebbe dentro qualcosa di sgrammaticato, il cugino di Veltroni qualcosa di americano… aspetta che manca la Rosy… ecco, lei ci vorrebbe qualcosa di casto… cioè, che si capisca che noi di sinistra non saltiamo da un letto all’altro con donnine di facili costumi… okei?
IO: Capito! Dammi la notte per pensarci, ti chiamo domani.

Dopo due ore di vino e canzoni tristi ma intelligenti e anche un po’ americane ecco la nuova campagna del centrosinistra


10 fantamilioni di firme

Dice la Rosy: “Oggi ci sono 10 milioni di firme, domani saranno voti”.

“Siamo a cavallo!” direbbe il mio bisnonno morto disarcionato.
A tranquillizzare l’ambiente ci pensa il Pier che dall’ennesimo microfono nell’ennesima piazza, con tono deciso, proclama “Queste firme per le dimissioni sono il più bel regalo da fare all’Italia”.

Quindi, se è un regalo, possiamo riciclarlo il prossimo Natale?

Poi Pier si fa più serio e annuncia: “Il premier dice di avere tenuta e resistenza. Ma noi ne abbiamo sempre un minuto di più“.

E’ una minaccia?

Chi scava?

Pier Luigi Bersani (nel cerchietto rosso a Firenze dopo l’alluvione del ‘66) ha risposto a Guido Bertolaso. Con una fotografia.

via Tau Zero

Bersani chiede aiuto a Steve Jobs

Dopo aver sviluppato le funzionalità del IPod e lanciato sul mercato l’IPad, Steve Jobs e i cervelloni della Apple sono pronti a raccogliere la sfida più difficile:

Migliorare le funzionalità del Pd.

Due piccioni con una fava

Se la Bonino vince le regionali io esco dal Pd

Paola Binetti

Beppe Grillo e il pagerank

Un modo come un altro per aumentare contatti, spettacoli ed introiti. E’ pur sempre un genovese.

Gianroberto Casaleggio