Cinisi, 9 maggio 1978

E venne da noi un adolescente
dagli occhi trasparenti
e dalle labra carnose,
alla nostra giovinezza
consunta nel paese e nei bordelli.
Non disse una sola parola
nè fece gesto alcuno:
questo suo silenzio
e questa sua immobilità
hanno aperto una ferita mortale
nella nostra consunta giovinezza.
Nessuno ci vendicherà:
la nostra pena non ha testimoni.

Peppino Impastato

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Haiku dell’investito

Comodamente
il vecchio attraversa.
Autolettiga.

La morte degli artisti

Quante volte si devono agitare i sonagli
e baciare la tua fronte bassa, triste caricatura?
Per azzeccare il mistico bersaglio,
quante frecce dovrò sprecare, o mia faretra?

Consumeremo il cuore in complotti sottili
e sfasceremo più di una salda armatura
prima di contemplare la grande Creatura,
la cui brama infernale nel pianto ci sprofonda!

Quei che il loro idolo resta per sempre ignoto,
scultori maledetti, segnati da un oltraggio,
che in petto e sulla fronte si daranno il martello,

con la sola speranza, oscuro Campidoglio!,
che la Morte, levandosi come un sole novello,
faccia sbocciare in loro i fiori del cervello.

da “Les fleurs du Mal” di Charles Baudelaire

Io chi?

Chi sono io?
sono un ego in un pagliaio
sono uno straccio unto d’ansia
sono il migrare breve di una pulce
sono un sordo rumore per vecchi ciechi collerici.

Chi sono io?
sono il giallo sul dito medio
sono un incubo in un tuo cassetto
sono il fracasso in un parcheggio vuoto
sono una birra finita e una bottiglieria chiusa.

Tratta dalla raccolta di poesie “Il metodo random e la poesia pseudo-casuale” del matematico Alfredo Cicoria.

Er compagno scompagno

Un Gatto, che faceva er socialista
solo a lo scopo d’arivà in un posto,
se stava lavoranno1 un pollo arosto
ne la cucina d’un capitalista.

Quanno da un finestrino su per aria
s’affacciò un antro Gatto: – Amico mio,
pensa – je disse – che ce so’ pur’io
ch’appartengo a la classe proletaria!

Io che conosco bene l’idee tue
so’ certo che quer pollo che te magni,
se vengo giù, sarà diviso in due:
mezzo a te, mezzo a me… Semo compagni!

– No, no: – rispose er Gatto senza core
io nun divido gnente co’ nessuno:
fo er socialista quanno sto a diggiuno,
ma quanno magno so’ conservatore!

di Carlo Alberto Salustri detto Trilussa

Nell’imminenza di un sabato sera

Ognuno ha a sua disposizione solo un tot
di serate
e ogni serata sprecata è
una grave violazione
al corso naturale
dell’unica vita
che possiedi.

da “Si prega di allegare 10 dollari per ogni poesia inviata
Charles Bukowski

Ripenso il tuo sorriso…

CONSEGNA
Commentate il ruolo salvifico e consolatorio svolto dalla figura femminile in questa immagine.

Alla bandiera rossa – Pier Paolo Pasolini

Per chi conosce solo il tuo colore,
bandiera rossa,
tu devi realmente esistere, perché lui
esista:
chi era coperto di croste è coperto di
piaghe,
il bracciante diventa mendicante,
il napoletano calabrese, il calabrese
africano,
l’analfabeta una bufala o un cane.
Chi conosceva appena il tuo colore,
bandiera rossa,
sta per non conoscerti più, neanche coi
sensi:
tu che già vanti tante glorie borghesi e
operaie,
ridiventa straccio, e il più povero ti
sventoli.

da Nuovi epigrammi (1958-59)

Post ispirato da Alberto.

Ad una lei che non leggerà

Camminare e pensarti mi inciampa l’anima.
Mille abbracci non fanno una tua carezza.
Mille colori non fanno i tuoi occhi.

Un sorriso lungo un anno

Ebbene si!
Anche Negroski ha un cuore, nonostante qualcuno lo cosideri malvagio, qualche altro miscredente, nonostante la sua ex ragazza lo considerasse sentimentalmente afono!
Ed è con con questo cuore bislacco che aderisco alla campagna lanciata da ComicomixUn sorriso lungo un anno“, iniziativa nata per sostenere la lotta al Neuroblastoma (un tumore dell’infanzia che rappresenta la prima causa di morte in età pediatrica) e rivolta a tutti i bloggers e in generale agli amici del web.
Chiunque lo desideri, nel corso del 2008 può fare un post dedicato al tema del sorriso. Il sorriso come forma di relazione, verso gli altri, verso chi si ama, o semplicemente verso il prossimo. Non il sorriso da cartolina, quello falso o di cortesia. Il sorriso che è sostenere senza odio le proprie idee, ma con la disponibilità ad ascoltare (e, se possibile) capire le ragioni degli altri. Prendendo spunto da una vostra vicenda personale, un fatto di cronaca, di politica, di quello che volete.
Per l’occasione ho pensato di pubblicare una poesia di William Blake dal titolo, appunto, “Il sorriso“.

C’è un Sorriso d’Amore,
e c’è un Sorriso d’Inganno,
e c’è un Sorriso dei Sorrisi
nel quale questi due Sorrisi si incontrano.

E c’è uno Sguardo d’Odio,
E c’è uno Sguardo di Disprezzo,
e c’è uno Sguardo degli Sguardi,
che tentate di scordare in vano;

perché si pianta nel profondo del Cuore,
e si pianta nel profondo della Schiena,
e nessun Sorriso che mai fu Sorriso,
ma un solo Sorriso soltanto,

che fra la Culla e la Tomba
si può Sorridere soltanto una volta;
ma, quando è Sorriso una volta,
c’è una fine a tutta l’Angoscia.