Sulle preferenze e altre seghe mentali

Diceva bene Agostino l’Equilibrista, “Tutto è perfettibile”, comprese le riforme costituzionali del “Governo” Renzi. Su tutte la tortuosa Riforma Elettorale. Uninominale si, uninominale no, preferenze si, preferenze no…

Il 10 dicembre 2012, all’indomani del voto sulla bozza di riforma della legge elettorale in Senato, l’allora capogruppo del Pd Anna Finocchiaro spiegò alla stampa il motivo che aveva spinto il Partito Democratico a votare contro il testo, cioè che “Pur essendo simile a quello che abbiamo presentato noi, prevede come strumento per scegliere gli eletti le preferenze“.

E Pierluigi Bersani replicava che non avrebbe mai “dato l’ok a una riforma elettorale con le preferenze“.

Quindi le preferenze stavano un po’ sulle balle a tutto il Pd (compresi i vari Fassina e buona parte del centrosinistra di allora) perché più clientelari di qualsiasi altro strumento di selezione!? Ma oggi non è più così, quindi buona fortuna a tutti.

PD meno Cuperlo

Gianni Cuperlo è un po’ come quel bambino che si porta via il pallone se non lo fanno giocare dove vuole lui. Solo che Matteo Renzi si è portato dietro parecchi palloni di riserva e Gianni Cuperlo è talmente scarso che non giocherebbe manco in porta.

Come ti collaudo la legge elettorale

Alla fine bastava un buon meccanico

NEL MENTRE

  • – Brunetta installa tornelli a destra e a manca ma non in parlamento.
  • – La Gelmini conferma di averla comprata… la laurea.

Legge elettorale

Anch’io sono per il modello “alla tedesca”.
Si gioca ad una porta sola, valgono solo i gol su tiro al volo, non è possibile calciare (anche se al volo) direttamente su rinvio del portiere e si va in porta tirando fuori o segnando non al volo.
Si parte da un punteggio x (generalmente 20… 21 per chi inizia in porta) ed i punti vengono scalati a seconda del tipo di gol (testa -2, tacco -3, mezza rovesciata -4, rovesciata -5, spalla -6).
Chi arriva a zero viene eliminato.