Bignami AntiKastA

Ci vuole un ripassino altrimenti rischiamo di scivolare in un anti-tuttismo integralista perdendoci i passaggi fondamentali alla base del patatrac politico a babordo (e dello zoppicare dell’anti-politica attuale). Di Pietro, Santoro, Ingroia, Spinelli e Maltese per citarne alcuni. C’è anche l’ex coppia De Magistris/Travaglio, una volta rispettivamente eroe e cantore, oggi separati ognuno a casa sua. Pensare che De Magistris per qualche tempo fu anche il “volto nuovo” dell’anti-politica italiana (il delfino di Tonino). Per qualche tempo, poi “Why not” e una Napoli allo sbando.

Poi c’è il tragicomico caso di Luigi De Magistris, pure lui ex pm buttatosi in politica (ma forse la faceva anche con la toga addosso). Tragico perchè una città con mille problemi come Napoli si trova pure col problema di un sindaco condannato che, verosimilmente, dovrà lasciare l’incarico con l’applicazione della legge Severino. Comico perchè la prima cosa che Giggino ha fatto dopo aver saputo della pena di un anno e tre mesi inflittagli per abuso d’ufficio è stata partire testa bassa all’attacco dei giudici. Ma quello che faceva così non era Berlusconi?

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C’è sempre qualcuno più puro di te

Ho fatto un percorso politico abbastanza lineare.
Dal Pds al Pd passando per i Ds, votando l’Ulivo prima e l’Unione poi… sostenendo negli anni i vari Prodi, D’Alema, Veltroni, Bersani e Renzi (da civatiano).

Il cursus honorum del piccolo democratico che mi ha spesso contrapposto (politicamente) a colori i quali, per una sorta di cronica indole rivoluzionaria, vedevano in questo mia ideologia l’establishment, la vecchia politica da combattere sempre e comunque (che io poi vecchio non ero ma loro spesso si).

Dopo la Bolognina la prima contrapposizione… Pds da una parte, Rifondazione Comunista dall’altra. Rifondazione pronta a sottolineare la sua “comunisticità”… poi il cashmire, le ulteriori scissioni (PdCI e SEL) e le debacles elettorali con l’uscita definitiva dal parlamento.

Poi arriva Antonio Di Pietro, l’ex magistrato di mani pulite, l’uomo della rivoluzione morale… anni di battaglie sgrammaticate, i soliti “noi siamo meglio di voi”… poi i Di Girolamo, i Scilipoti, il figlio consigliere, la moglie palazzinara e patatrac… dopo aver negato pubblicamente l’esistenza della consorte Tonino si ritira a vita agreste.

Nel mentre una certa Lega Nord che al grido di “Roma Ladrona, la Lega non perdona” depositava diamanti in Africa e laureava figli in Albania.

Dal 2012 il testimone di “duro e puro” passa al Movimento 5 Stelle. Tra un vaffanculo e un PdmenoL, un “siete circondati” e un “testa di kasta” il movimento di Beppe Grillo è arrivato a raggiungere il 30% delle preferenze. Ma se fino alla caduta di Di Pietro, i movimenti “anticasta” avevano goduto di una sorta di decennale esclusiva morale (10 anni a testa Rifondazione e IdV), il M5S dopo i primi malumori vede minacciata la sua leadership.

A fine 2013 spunta un nome nuovo, Alexis Tsipras, politico greco e leader di SYRIZA, la coalizione della Sinistra Radicale ellenica. Nell’ottobre 2013 il Consiglio dei Presidenti del Partito della Sinistra Europea propone la candidatura di Tsipras alla Presidenza della Commissione Europea. Il 15 dicembre 2013 Tsipras diventa ufficialmente il candidato presidente della commissione europea della sinistra europea per le elezioni del 2014.

Alla lista Tsipras iniziano ad aderire intellettuali, ideologi, politici smarriti e delusi dalla vecchia politica… ma anche i delusi dalla nuova politica che doveva cacciare la vecchia. Le recenti polemiche interne al M5S stanno spingendo verso Tsipras gli espulsi, parte dell’elettorato (quello meno intransigente) e fette di intellighenzia pentastellata (tra le adesioni anche quella del giornalista del Fatto Quotidiano Andrea Scanzi, una delle firme più attive e apprezzate del M5S che definisce Tsipras “una ventata di democrazia autentica“).

Come diceva Bertolt Brecht “Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati”.

PS: comunque i primi giorni di vita della lista Tsipras non sono poi così semplici.

Automatic for the pippe

Ieri notte ero in giardino a lottare con le erbacce quando mi suona il cellulare, estraggo la mano tumida dalla malerba e agguanto il telefonino… leggo “Pier” (Bersani, ndr) e mi dico “Cosa vorrà alle 23.40, pensavo i comunisti diventassero oggetti d’arredo vintage dopo il tramonto!?

IO: Pronto Pier, dimmi tutto.
PIER: Ciao, senti, scusa l’ora ma siamo qui io, Rosy Bindi, Nichi Vendola, Antonio Di Pietro e il cugino povero di Veltroni… sono sei ore che siamo qui e la stanza puzza di piedi e salamini Beretta.

Percepisco sofferenza nella sua voce, anche la zeta è più sorda del solito… non aveva una zeta così dalla Festa de L’Unità di Faenza del 2004 quando io, lui e D’Alema perdemmo a passatella contro Bertinotti, Rizzo e il cugino ricco (ma negro, ndr) di Veltroni (Ualter ha un sacco di cugini, ndr).

IO: ok Pier, ora rilassati, apri la finestra e spiegami.
PIER: Ci manca lo slogan, abbiamo la colla fatta ma ci manca lo slogan.
IO: ma lo slogan per cosa? Ti sei appena rimboccato le maniche!
PIER: si ma quello è il PD, ora dobbiamo tirar fuori lo slogan per la coalizione… se Berlusconi cade dobbiamo farci trovare pronti… okei!
IO: perfetto Pier! Qual’è l’idea.
PIER: beh, pensavamo a qualcosa di incisivo e immediato, con dentro un po’ di futuro ma anche un po’ di passato… Nichi mi suggerisce anche qualcosa di visionario, Di Pietro ci vorrebbe dentro qualcosa di sgrammaticato, il cugino di Veltroni qualcosa di americano… aspetta che manca la Rosy… ecco, lei ci vorrebbe qualcosa di casto… cioè, che si capisca che noi di sinistra non saltiamo da un letto all’altro con donnine di facili costumi… okei?
IO: Capito! Dammi la notte per pensarci, ti chiamo domani.

Dopo due ore di vino e canzoni tristi ma intelligenti e anche un po’ americane ecco la nuova campagna del centrosinistra


335.15.00.431 telefonare ore petting

La Procura aveva pubblicato solo le ultime tre cifre, Annozero ha mostrato le prime nove ed ecco il patatrac… ora tutta Italia conosce il numero di cellulare del PresDelCons.

Ho provato a chiamarlo per complimentarmi per la bella vittoria del Milan sul Bari ma niente, irraggiungibile.
Gli ho lasciato un messaggio in segreteria:

per 1.500 euro mi maschero da Antonio Di Pietro e mi faccio sculacciare dalla Santanchè davanti a Lele Mora vestito da Gullit“.

Nel mentre, dalle pagine del sempre equilibratoIl Giornale“, lo stesso Berlusconi fa sapere che è disposto a farsi processare ma solo nello studio di Forum da giudici femmine, super maggiorate, nude e con Bruno Sacchi legato ad uno spiedo con una copia dell’Unità tra i denti.

Per fortuna in Italia c’è la chiesa. Un deciso e (assai) critico comunicato del Vaticano condanna il premier reo di aver usurpato la supremazia della Santa Sede in materia di pedofilia.

Ma non tutto il male viene per nuocere! Se cercate casa a Milano Due sappiate che si sono liberati sette appartamenti
… e se siete veramente cazzuti potete anche risparmiare qualcosa sull’affitto tirando in ballo la dissolutezza dei precedenti locatari.

La sinistra? Pippe.

Movimento di responsabilità nazionale!?

Il One Man Party di Tonino rischia di perdere il gruppo parlamentare alla Camera… colpa dei fuoriusciti… è una tradizione molto dipietrista perdere pezzi in corsa, ricordate Sergio De Gregorio?

Non è un buon momento per l’IdV. La discesa in campo di Beppe Grillo e l’esplosione di Nichi Vendola hanno spezzettato il bacino di voti, la rivolta di Gianfranco Fini ha sottratto al buon Tonino il monopolio dell’antiberlusconismo, Domenico Scilipoti gli ha rubato la logopedista.

Per fortuna c’è il PD, che è bravissimo a costruire bacini ma dimentica spesso la canna da pesca.

UPDATE: tre voti tre… tre tipo questi.

Non ci sono più i Grillo e i Di Pietro di una volta

Tra poveri (poveri di consensi… ad oggi, ndr) le guerre vengono meglio.
A sostegno di questa teoria vecchia come il cucco ecco due interessanti articoli apparsi sul blog Rifondazione Comunista Enna:

Non tutto il male vien per nuocere

L’approvazione notturna del decreto legge «interpretativo» ha anche i suoi lati positivi:

  • l’orologio torna indietro di 24 ore e quindi oggi è ancora sabato.
  • Antonio Di Pietro ha imparato una parola nuova (anche se non sa ancora bene dove mettere l’H).
  • le piazze sono affollate nonostante il freddo ed il maltempo, con grande soddisfazione dei commercianti.

La sinistra è ciclica

Tra qualche anno, dopo un combattutissimo congresso dell’Italia dei Valori, un certo Domenico Fastella, rappresentante di una mozione minoritaria, deluso dal risultato, deciderà di fondare un nuovo partito accusando il neo eletto presidente ed i sostenitori della mozione maggioritaria di immoralità e connivenza.
Una parte degli elettori dell’IdV trasmigrerà in questa nuova realtà lamentando il decadimento etico e politico di quella vecchia, criticando le scelte troppo moderate di certi leaders, glorificando la superiorità morale  del loro nuovo partito…
un partito senza scheletri nell’armadio…
anche perchè neonato… ed anche perchè senza armadio.

Leggi anche:

Predica male e razzola peggio

Il parlamento pulito di Antonio Di Pietro

Mi dissocio da me medesimo

Della serie: Lancia il sasso e tira indietro la mano.