Il nome della rosa… bianca?

Non sarei di certo tornato sull’argomento “L’abito non fa il monaco, figuriamoci il nome” se non avessi ricevuto da tale Andreab il seguente spam:

“E’ venuta l’ora cari amici del blog. Con molta probabilita’ si votera’ a breve e la Rosa bianca concorrera’ alle elezioni distinta e distante dai due poli. Nei vostri post e nelle tantissime mail che mi avete inviato e’ emersa la necessita’ di dare vita a comitati promotori per la Rosa Bianca”. Lo scrive nel suo blog il senatore Mario Baccini, fondatore della Rosa bianca. “Vi informo – si legge – che abbiamo gia’ costituito molti comitati organizzativi nelle province d’Italia e tanti altri sono sorti spontaneamente. Da oggi intensifichiamo gli sforzi e diamo vita tutti insieme ad altri comitati spontanei per La Rosa bianca. Potrete farlo scrivendo qui sul blog oppure inviando una mail a info@mariobaccini.it, specificando nome e cognome, eventuale carica ricoperta (consigliere comunale, provinciale o regionale o altro), citta’, possibilmente indirizzo e numero di telefono. E’ ora di passare ai fatti”.
fonte: http://www.moderatamente.com/
blog: http://www.mariobaccini.it/blog/

Poi leggo qui che “esiste da oltre vent’anni un’associazione omonima, che organizza incontri e dibattiti (anche con i big della politica) che ora si ribella all’iniziativa centrista” dichiarando “Loro combattevano Hitler e Goebbels, non Casini e Berlusconi” e allora torno a chiedermi:
Ma con tutti i fiori che ci sono a sto mondo perchè proprio la rosa bianca?

La Rosa Bianca

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Qualcuno ricordi a Tabacci e Baccini che:
La Rosa Bianca (in lingua tedesca: Die Weiße Rose) è il nome assunto da un gruppo di studenti cristiani che cercarono di opporsi in modo nonviolento al regime della Germania nazista. La Rosa Bianca fu attiva dal giugno 1942 al febbraio 1943, quando i componenti del gruppo vennero arrestati, processati e condannati a morte mediante decapitazione. Fonte Wikipedia

Ai “capricci” si dovrebbero dare nomi meno impegnativi.

Scherza coi fanti ma lascia stare i santi

“Da oggi la strada per ascendere agli onori degli altari sarà più faticosa”
L’ha detto Supercar Ratzinger che sta per varare nuove norme “per meglio disciplinare, con più rigore e maggiore sobrietà, la fase diocesana dei processi di beatificazioni e canonizzazioni”.
Dieci regole ferree alle quali vescovi e postulatori dovranno attenersi pena niente pizza il sabato sera:

  1. Il beato doveva credere in Dio
  2. Il beato doveva aver letto nella vita almeno tre pagine della Bibbia, un articolo di fondo de “L’Osservatore Romano” e doveva consultare quotidianamente Conservapedia 
  3. Il beato doveva votare DC/UdC/Margherita preferenza Paola Binetti
  4. Il beato doveva avere memorizzato Radio Maria sul canale uno della propria autoradio
  5. Il beato doveva amare i bambini
  6. Il beato doveva odiare i comunisti
  7. Il beato non doveva aver desiderato la donna d’altri
  8. Il beato non doveva aver partecipato al Festival di Sanremo
  9. Il beato non doveva avere avuto figli fuori dal matrimonio
  10. Il beato non doveva essere bigamo/trigamo e multipli di tre