Chi va con la Zoppas nessuno lo distrugge

Secondo Licio Gelli la stazione di Bologna è saltata in aria per colpa di un mozzicone di sigaretta e di un petomane professionista al posto sbagliato nel momento sbagliato.

Secondo il comitato promotore del referendum anticasta contro le indennità parlamentari, l’Associazione Amici dell’Istituto Luigi Sturzo (vicinissima all’UDC… Luigi Sturzo non era certo un comunista), raccogliere le firme è indispensabile… indispensabile per loro che si intascano i finanziamenti.

Ma non dicono che:

  1. Secondo le norme in vigore ovvero per la legge 352 del 25 maggio 1970, non può essere indetto un referendum in contemporanea con le elezioni politiche.
  2. Non è possibile depositare le firme raccolte nell’anno solare precedente a quello delle elezioni politiche.
  3. Le sottoscrizioni vanno depositate dal primo gennaio, ma entro tre mesi dall’inizio della raccolta… quindi ciccia.
  4. Il risparmio ottenuto sarebbe di 39 milioni di euro l’anno, a fronte di un costo di 300-400 milioni per svolgere il referendum.

Secondo Studio Aperto l’Italia è culi nudi e aperitivo a Forte dei Marmi.

Secondo il Sudoku siete troppo distratti.

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Vivessi in Somalia sarei già abbronzatissimo

Nel Corno d’Africa non piove da mesi e fa un caldo becco e qui ci tocca andare in giro in maglioncino a fine luglio… a chi troppo e a chi niente!

(Fonte Studio Aperto)

La putrefazione ai tempi di Facebook

Una volta c’erano solo le corone di fiori, i telegrammi, gli abbracci e le paroline dolci tipo “Condoglianze” e/o “Era una persona fantastica” e/o “Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno” e/o “Ha smesso di soffrire” (anche se poi partiva la gara a chi pagava la corona più grande… una macabra invidia del pene).

Oggi il mondo è cambiato…
Con l’accanimento terapeutico c’è gente che, vegetando placida attaccata al suo gruppo elettrogeno, sopravvive ad amici, parenti, figli, nipoti e bis-nipoti e quando finisce la benzina (del gruppo elettrogeno) lascia l’aldiquà nullaparente addolorando esclusivamente il benzinaio che riforniva l’ospedale di carburante.

Anche perchè morire, al giorno d’oggi, è diventato un problema.

Muori e tac…
Uno sconosciuto apre una bella pagina su Facebook, un necrologio virtuale sul cui “muro” gente da ogniddove pubblica il suo telegramma di centosessanta caratteri e magari ci allega il video di una canzone di un cantante inglese (che ti faceva pure cagare) solo perchè quel pezzo trasmette la giusta tristezza (anche se in realtà la canzone parla di un padre distratto che in una soleggiata domenica di fine Marzo esce per comprare le paste ma torna a casa con una copia dei Diari del Duce pubblicati con Libero… però lungo il tragitto smette di fumare sigarette di pessima qualità… e il ritornello fa “Ucciderò mia madre che mi offre sempre quelle cazzo di Ms ultra light“).

Ho letto in rete di gente compiaciuta per l’inattesa notorietà mediatica:

Era mio quel messaggio “tu piccola stellina oscurata dalle nuvole del male” che ha trasmesso Studio Aperto… era mia quella foto con l’immagine di lei e la scritta ci mancherai cucciolina… ho registrato la puntata e stasera mi guardo lo speciale di Salvo Sottile che tra una putrefazione e l’altra riparla quasi certamente del gruppo di Facebook.

Se muoio non taggatemi…

Repetita iuvant

Da uno studio condotto dai ricercatori dell’università di Cambridge e pubblicato dal Journal of Neuroscience si è scoperto che per imparare nuove parole è sufficiente ripeterle 160 volte.

Berlusconi malandrino, Berlusconi malandrino, Berlusconi malandrino, Berlusconi malandrino, Berlusconi malandrino, Berlusconi malandrino, Berlusconi malandrino, Berlusconi malandrino, Berlusconi malandrino, Berlusconi malandrino, Berlusconi malandrino…

A questo punto andate avanti voi… bastano quattordici minuti, e magari provate a suggerirlo a qualche vostro amico che guarda solo Studio Aperto.