Rai ahi ahi ahi

Stralci dell’esaustivo articolo di Curzio Maltese sull’annosa questione dei compensi Rai.

su Brunetta/Fazio/Crozza
Renato Brunetta è riuscito a bloccare i contratti Rai con Maurizio Crozza e Roberto Benigni. Vale a dire, il meglio che la televisione italiana riesce a esprimere fra tanta spazzatura. A Mediaset possono festeggiare. In questi giorni si firmano i contratti pubblicitari e l’assenza di due campioni di ascolti come Benigni e Crozza dai palinsesti della concorrenza è una bella notizia per le tv di Berlusconi.

su Augusto Minzolini
Augusto Minzolini, che ha portato il telegiornale ai minimi di ascolti, procurato alla Rai una multa record di 350 mila euro per violazione del pluralismo ed è stato infine premiato, per servigi resi (non agli spettatori), con la nomina a senatore nelle liste berlusconiane, dove continua a prendere 13 o 14 mila euro al mese dalle nostre tasse.

su Beppe Grillo
Quanto a Beppe Grillo (che si vantava di prendere dalla Rai 350 milioni di lire per una singola ospitata al festival di Sanremo. L’equivalente di 393 mila euro di oggi), per un giorno, siamo alle comiche. D’accordo che in Italia la coerenza non è la prima cosa e il Paese vive di memoria corta. D’accordo che quando c’è da dare una mano a Berlusconi, nei fatti, il “Che” Beppe non si tira mai indietro, Ma il pioniere dei mega compensi Rai che definisce il contratto di Fazio “un insulto alla condizione del Paese e ai lavoratori Rai”, perdonateci, non si può sentire.

>> Leggi l’articolo completo <<

Annunci

Quando il lavoro non c’è i topi ballano

evolve

Ogni 2 Maggio mi sveglio ovattato e mi dico “Cascasse il mondo l’anno prossimo vado al concertone del Primo Maggio!”, poi ti organizzano una grigliata ad un tiro di schioppo e ti dicono di portare l’ukulele perchè c’è anche uno coi bonghi, un altro con la chitarra, un tipo che conosce a memoria i testi di parecchie canzoni ed ecco andare a puttane tutti i tuoi buoni propositi.

Mattatori dell’edizione duemilaetredici Elio e Le Storie Tese, Max Gazzé, Daniele Silvestri e Marta Sui Tubi… come a Sanremo.

Cascasse il mondo l’anno prossimo vado a Sanremo.

Perchè Sanremo è Sanremo

Siamo a 171 ma mancano ancora due giorni alla fine del 2010. 171 detenuti morti, 65 suicidi. Ma Fernando Paniccia è sicuramente una delle vittime più fortunate, Fernando è morto a Sanremo, la città del Festival della Canzone Italiana, mica pizza e fichi. Fernando Paniccia aveva ventisette anni, era obeso, epilettico, mentalmente ritardato e semiparalizzato… un invalido al 100% che nella sua lunga “carriera delinquenziale” aveva rubato tre palloni di cuoio, un mazzo di rose e qualche rivista di decoupage. Avrebbe finito di scontare la sua pena il 31 dicembre del 2011 ma vuoi mettere morire a Sanremo!

PS: mi ha chiamato il sindaco Zoccarato che mi prega di ricordare che a Sanremo non c’è solo il Festival… ci sono anche i fiori, il mare ed un clima invidiabile.

Bomba o non bomba

Walter Veltroni dichiara “Con noi un boom da anni ’60” ed un mitomane minaccia di farsi esplodere nella pizzeria ‘O scugnizzo’ a Sanremo.