La recessione? Mi rimbalza

Dopo

  1. l’affarone Alitalia, con la compagnia di bandiera divisa in Good Company (la parte sana venduta alla CAI) e Bad Company (la parte malata rimasta allo stato).
  2. la riforma della scuola, con tagli indiscriminati e anacronistiche reintroduzioni.
  3. il Lodo Alfano/Consolo e chi più ne ha più ne metta, che vaccina i politici contro qualsivoglia tipo di processo.
  4. il decreto salva Rete 4.
  5. la legge salva manager, prima nascosta nel pacchetto Alitalia, ora infilata nel ddl “Delega al governo per il riordino della legislazione in materia di gestione delle crisi aziendali”.
  6. il pacchetto sicurezza, che toglie contributi alle forze dell’ordine ma introduce il carcere a vita per chi mangia un hot dog davanti al Colosseo.

la recessione è il male minore.

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Su Piazza Navona

La perfetta sintesi di Luca Sofri su Wittgenstein:

“Un gruppo di giovani fascisti ha aggredito, menato e vessato altri manifestanti per buona parte della mattina senza che la polizia se ne occupase, è entrato in piazza Navona con un camion carico di mazze e bastoni, ha cercato rogne con capricci da soldatini, è stato a sua volta aggredito da un gruppo di giovani dei centri sociali coi caschi in testa, ha sfoderato le mazze, e si sono menati come dei fabbri, e la polizia è intervenuta soltanto allora, mostrando poi grande familiarità con i giovani fascisti.”

Beppe Grillo = Silvio Berlusconi

Beppe Grillo viene contestato, minimizza, accusa la stampa di regime, poi pubblica un video casareccio nel quale viene osannato dalla folla che lo saluta agitando mouse wireless.

Un pò come fa Berlusconi.

Si sta come d’autunno, sugli alberi, le foglie

Da oggi lo studio non è più un diritto.

Francesco Cossiga dixit

“Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni (…). Gli universitari? Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì”.

da “Quotidiano nazionale” del 23 ottobre 2008.

via Piovono Rane e Macchianera.