Er compagno scompagno

Un Gatto, che faceva er socialista
solo a lo scopo d’arivà in un posto,
se stava lavoranno1 un pollo arosto
ne la cucina d’un capitalista.

Quanno da un finestrino su per aria
s’affacciò un antro Gatto: – Amico mio,
pensa – je disse – che ce so’ pur’io
ch’appartengo a la classe proletaria!

Io che conosco bene l’idee tue
so’ certo che quer pollo che te magni,
se vengo giù, sarà diviso in due:
mezzo a te, mezzo a me… Semo compagni!

– No, no: – rispose er Gatto senza core
io nun divido gnente co’ nessuno:
fo er socialista quanno sto a diggiuno,
ma quanno magno so’ conservatore!

di Carlo Alberto Salustri detto Trilussa

Ripenso il tuo sorriso…

CONSEGNA
Commentate il ruolo salvifico e consolatorio svolto dalla figura femminile in questa immagine.

Shit happening

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Che il gabinetto sia un luogo di meditazione è un dato di fatto.
Il gabinetto ispira, rilassa, stimola, suggerisce. Al gabinetto l’uomo libera nel contempo il corpo e la mente.
Ma per il poeta valenciano José Juan il gabinetto è qualcosa di più.
Dall’Aprile di quest’anno José ha trasformato le pareti e le porte dei bagni pubblici della sua città in pagine sulle quali scrivere i propri versi: “E’ un progetto libero – spiega – scrivo nel bagno per liberarmi di quello che sento, così come la gente va al bagno per liberarsi degli scarti della digestione”.
Jose Juan non scrive in tutti i bagni pubblici ma “solo in quelli nei quali intuisce che i potenziali lettori potrebbero identificarsi nei suoi versi”.
Un vate(r) della poesia quindi.