I casi della vita

Torna la Festa de L’Unità ma chiude L’Unità.

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La foto che manca

di Giovanni Maria Bellu – da l’Unità.it

Guardate bene quelle foto. I giornali domani ne saranno pieni. Le televisioni inonderanno le case degli italiani con l’immagine di Eluana. E taceranno il fatto che quella ragazza, la ragazza sorridente delle foto, non esiste più da diciassette anni.
Il presidente del Consiglio, con la tempestività dello specialista di marketing, ha immediatamente avviato la seconda fase dell’operazione-Eluana. La sua prima dichiarazione è chiara fino alla spudoratezza.  “E’ stata resa impossibile l’azione per salvarla”.
Guardate quella foto e osservate la curva dei sondaggi. Cinque giorni fa due italiani su tre condividevano la scelta di Beppino Englaro. Ieri il paese era diviso a metà. Nel mezzo c’è stata una delle più colossali operazioni di disinformazione del dopoguerra. Sarà interessante e istruttivo studiarla. Perché la campagna mediatica della tragedia di Eluana Englaro è la dimostrazione evidente dei danni che la cosiddetta “anomalia italiana” è in grado di produrre nella libera formazione del consenso.
La tempestività con cui Silvio Berlusconi ha diffuso la sua dichiarazione chiarisce a tutti quelli che ancora non se n’erano accorti il senso dell’intera operazione: attribuire la morte di Eluana Englaro al capo dello Stato e all’intera opposizione. Con qualche venatura di “giallo” come ha potuto constatare chi, poco fa, si trovava davanti alla televisione e ha avuto la disgrazia di sentire Bruno Vespa.
L’uso delle immagini della ragazza sarà, nei prossimi giorni, il proseguimento con altri mezzi della falsificazione operata attraverso i servizi sui risvegli dal coma (di persone in condizioni totalmente diverse da Eluana Englaro) o con l’utilizzo ossessivo di verbi quali “bere” e “mangiare” (spesso accompagnate da immagini di focacce e bottiglie d’acqua). Per questo è importante guardare bene, cioè in modo adulto e consapevole, quelle vecchie foto.
Perché il loro uso e abuso richiamerà un’assenza. Richiamerà l’immagine mancante. Quella di Eluana nel letto di morte.
L’immagine che, se solo avesse voluto, Beppino Englaro avrebbe potuto diffondere per mettere a tacere i suoi calunniatori. Non l’ha mai fatto. Non ha voluto farlo.  Ma questo, state sicuri, le televisioni del premier non lo diranno.

Sulla Festa de l’Unità oggi Festa Democratica

La Festa de “L’Unità” era una delle poche cose che funzionavano… a sinistra.
Ora che è diventata Festa Democratica (o PD in Festa), per volere della Direzione Nazionale (è statisticamente dimostrato che troppe persone intelliGHenti sedute attorno allo stesso tavolo solitamente prendono decisioni stupide) anche questa piccola isola felice è destinata a sprofondare.

Dal Vangelo secondo Marcello Dell’Utri

by Staino

Liechtenstein’s list

Ecco la lista dei primi diciassette (presunti) evasori fiscali con depositi aperti in Liechtenstein:

  1. Vito Bonsignore – ex europarlamentare della Dc e oggi candidato del Partito delle libertà.
  2. Luigi Grillo – parlamentare di Forza Italia.
  3. Carlo Sama – cognato di Raul Gardini.
  4. Mario D’Urso – ex senatore ed ex sottosegretario al commercio estero, eletto con “Rinnovamento Italiano” di Lamberto Dini.
  5. Maria Ilva Biolcati – in arte Milva, cantante.
  6. Pasquale De Vita – ex presidente dell’Agip, presidente dell’Unione petrolifera, l’associazione che aderisce a Confindustria e raggruppa le principali aziende che operano nel settore della raffinazione e distribuzione del greggio.
  7. Famiglia Aleotti – proprietaria del gruppo farmaceutico “Menarini”.
  8. Famiglia Zanussi – industriali friulani di Pordenone, ex proprietari dell’azienda leader nella produzione degli elettrodomestici.
  9. Famiglia Amenduni – proprietaria delle acciaierie Valbruna spa di Vicenza, tra i gruppi più solidi al mondo nel settore, entrata nella scalata ad Antonveneta di Fiorani e segnalata a sostegno del centro-destra in queste prime settimane della campagna elettorale che ha diviso Vicenza sulla candidatura nel Pd di Calearo.
  10. Maria Gabriella Gentili Mian e il figlio Maurizio – ex proprietari dell’azienda farmaceutica Gentili ed ex presidenti del Pisa Calcio.
  11. Michelangelo Manini – presidente della “Faac spa” (allarmi e automatismi per cancelli e porte).
  12. Eugenio Cremascoli – imprenditore comasco, titolare della “Ngc medical”, azienda che lavora nella produzione e commercializzazione di attrezzature medico-chirurgiche.
  13. Marco Piccinini – ex direttore della Ferrari spa e figlio del fondatore della “Principe Société de Banque de Monaco”, banca monegasca.
  14. Raffaele Santoro – ex presidente di Agip, coinvolto nell’inchiesta Mani Pulite ed arrestato nel marzo del 1993 per corruzione.
  15. Tommaso Addario – avvocato, condirettore dell’Italcasse nei primi anni ’80, ai tempi di Giuseppe Arcaini, quando l’Istituto bancario venne travolto dall’inchiesta sui fondi neri.
  16. Pietro Arvedi D’Emilei – conte veneto, titolare dell’omonima azienda agricola e presidente dell Verona Calcio.
  17. Il cane Gunther IV – ex editore de “l’Unità”.

Il carnevale delle bestie

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