La morte degli artisti

Quante volte si devono agitare i sonagli
e baciare la tua fronte bassa, triste caricatura?
Per azzeccare il mistico bersaglio,
quante frecce dovrò sprecare, o mia faretra?

Consumeremo il cuore in complotti sottili
e sfasceremo più di una salda armatura
prima di contemplare la grande Creatura,
la cui brama infernale nel pianto ci sprofonda!

Quei che il loro idolo resta per sempre ignoto,
scultori maledetti, segnati da un oltraggio,
che in petto e sulla fronte si daranno il martello,

con la sola speranza, oscuro Campidoglio!,
che la Morte, levandosi come un sole novello,
faccia sbocciare in loro i fiori del cervello.

da “Les fleurs du Mal” di Charles Baudelaire

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