Critica della citazion pura

Una volta la citazione era sinonimo di cultura, veniva ripresa dal fondo del cervello, stimolata da una specifica situazione e usata in modo appropriato, era figlia di una “metabolizzazione cerebrale”. Una volta citare voleva dire allegare riferimenti all’interno di un più ampio discorso, un richiamo più o meno esplicito a particolari contenuti allo scopo di approfondire e suffragare le teorie espresse.

Oggi ci sono i motori di ricerca ed il copia/incolla e si riprendono le citazioni senza neanche conoscere il contesto che le ha generate. In verità non si può più neanche parlare di citazione in senso stretto.

Nonostante l’informazione globale, Word ed i software di composizione guidata non si scrive più, si copia/incolla tutto il teorema, precotto… l’unico apporto personale è l’avatar accanto al link. Si condivide, si retwitta, si appiccica senza nemmeno approfondire il contenuto.

Si va su Google, si cerca il titolo che a grandi linee più si avvicina al concetto che vogliamo esprimere ed il gioco è fatto. La comunicazione è diventata un asettico collage di “sentito dire”, una presa di posizioni edulcorata, tanto l’opinione è di qualcun altro e non ne saremo mai direttamente responsabili.

shaun-the-sheep

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Cabbage Café – Live in Desktop

Nell’estremo west degli squilibrati attaccano una telecamera al computer e ci suonano dentro. Questo lo spot: dario desiglioli

e questo il sito.

La putrefazione ai tempi di Facebook

Una volta c’erano solo le corone di fiori, i telegrammi, gli abbracci e le paroline dolci tipo “Condoglianze” e/o “Era una persona fantastica” e/o “Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno” e/o “Ha smesso di soffrire” (anche se poi partiva la gara a chi pagava la corona più grande… una macabra invidia del pene).

Oggi il mondo è cambiato…
Con l’accanimento terapeutico c’è gente che, vegetando placida attaccata al suo gruppo elettrogeno, sopravvive ad amici, parenti, figli, nipoti e bis-nipoti e quando finisce la benzina (del gruppo elettrogeno) lascia l’aldiquà nullaparente addolorando esclusivamente il benzinaio che riforniva l’ospedale di carburante.

Anche perchè morire, al giorno d’oggi, è diventato un problema.

Muori e tac…
Uno sconosciuto apre una bella pagina su Facebook, un necrologio virtuale sul cui “muro” gente da ogniddove pubblica il suo telegramma di centosessanta caratteri e magari ci allega il video di una canzone di un cantante inglese (che ti faceva pure cagare) solo perchè quel pezzo trasmette la giusta tristezza (anche se in realtà la canzone parla di un padre distratto che in una soleggiata domenica di fine Marzo esce per comprare le paste ma torna a casa con una copia dei Diari del Duce pubblicati con Libero… però lungo il tragitto smette di fumare sigarette di pessima qualità… e il ritornello fa “Ucciderò mia madre che mi offre sempre quelle cazzo di Ms ultra light“).

Ho letto in rete di gente compiaciuta per l’inattesa notorietà mediatica:

Era mio quel messaggio “tu piccola stellina oscurata dalle nuvole del male” che ha trasmesso Studio Aperto… era mia quella foto con l’immagine di lei e la scritta ci mancherai cucciolina… ho registrato la puntata e stasera mi guardo lo speciale di Salvo Sottile che tra una putrefazione e l’altra riparla quasi certamente del gruppo di Facebook.

Se muoio non taggatemi…

Web Kampf

Il dovere di ogni nazionalsocialista è quello di scovare l’ebreo camuffato, partendo dal vicinato, verificarne la reale fattura giudaica incrociando dati con reali osservazioni e diffondere la notizia in maniera capillare in modo che il giudeo possa risultare in qualche modo evidenziato a vita, con l’intento di ledere la sua posizione monopolizzatrice.

Non è una frase tratta dal Mein Kampf bensì il passaggio che riassume le finalità dell’elenco degli “ebrei italiani influenti” (dall’economia ai media) pubblicato sulle pagine italiane del forum neonazista americano Stormfront.

Chissà perchè, nonostante l’universale sdegno suscitato dai crimini compiuti dal nazismo, l’antisemitismo è ancora così diffuso…
Ora, per sdrammatizzare, pubblicherò una esilarante barzelletta del noto comico italiano Silvio B.:

Un ebreo racconta a un suo familiare… Ai tempi dei campi di sterminio un nostro connazionale venne da noi e chiese alla nostra famiglia di nasconderlo, e noi lo accogliemmo. Lo mettemmo in cantina, lo abbiamo curato, però gli abbiamo fatto pagare una diaria… E quanto era, in moneta attuale? Tremila euro… Al mese? No al giorno… Ah, però… Bè, siamo ebrei, e poi ha pagato perché aveva i soldi, quindi lasciami in pace… Scusa un’ultima domanda… tu pensi che glielo dobbiamo dire che Hitler è morto e che la guerra è finita?

Carina eh!?

La bandana larga

Nulla è mai come sembra… il cumulo di rifiuti che sotterra il popolo partenopeo non è l’ennesimo segnale di una maggioranza ormai al dessert bensì l’ulteriore conferma che la politica del fare berlusconiana funziona… anche la politica del farsi di molti italiani funziona… anche il mio nuovo cavatappi funziona, per questo bevo. Non bevessi sarebbe tutto più difficile, dovrei trovare un’altra forma d’alienazione… che so, credere in Dio! Ecco perchè il grande centro cattolico riscuote tutto questo successo, sono tutti quegli astemi che non possono affogare i loro dispiaceri in una scura bottiglia di Barbera. (Fonte Il Mio Oste)

Comunque… visto che nulla è mai come sembra, compresa la vostra adsl 7 mega che scarica una parola al giorno, ecco come verificare la reale velocità della vostra connessione internet… basta scaricare questo software diffuso dall’Agcom e analizzare i parametri dell’adsl. Il risultato ha valore legale e può essere usato per reclamare o recedere dal contratto. (Fonte Wired.it)

PS: questo post non è stato testato su animali.

Legge bavaglino

Proposta, modificata, sforbiciata ed edulcorata (tanto per non fare un torto a nessuno… da buoni italiani) la “Legge Bavaglio” si appresta ad essere approvata con buona pace del PresDelCons che dichiara: “Con le modifiche di oggi la legge sulle intercettazioni lascerà pressappoco la situazione come è adesso, e cioè non lascerà gli italiani parlare liberamente al telefono e l’Italia non sarà un Paese davvero civile”.

Resta aperta l’annosa questione Comma 29 (sui blog e derivati) che Vittorio Pasteris spiega bene in questo post (via Valigia Blu).

Consenso politico e social networks

Il gruppo “No Facebook a pagamento” (2 milioni di iscritti) nella notte tra 13 ed il 14 diventa “Solidarietà a Silvio Berlusconi”…

e già si grida al miracolo.

Sciopero contro il Ddl Alfano

Questo blog aderisce all’appello di Diritto alla Rete contro il Ddl Alfano che imbavaglia la Internet italiana.

sciopero

Italian defender

Aiutate il Presidente del Consiglio a difendere il paese dalle false notizie diffuse dalla stampa internazionale…

italian defender

Hai una richiesta d’amicizia da Dio

I dieci comandamenti del navigatore praticante:

  1. Non avrai altra Rete all’infuori di me.
  2. Non digitare il nome di Dio invano.
  3. Ricordati di santificare i BarCamp.
  4. Onora il Provider ed il Modem.
  5. Non bannare.
  6. Non collegarti a YouPorn.
  7. Non praticare il Peer to Peer.
  8. Non usare falsi Nickname.
  9. Non chattare con la donna d’altri.
  10. Non clonare le carte di credito d’altri.