Giorgio Bocca è morto, viva Giorgio Bocca!

Solitamente un’intervista di Giorgio Bocca, icona rossa del giornalismo resistente, diventa testimonianza saggia dell’antiberlusconismo e rimbalza come pallina da flipper di giornale in giornale, di blog in blog, di profilo feisbuc in profilo feisbuc.

Ma se il Giorgione nazionale dice:

  • ci sono delle manifestazioni ridicole.
  • non si può andare avanti per venti pagine con Berlusconi e le amanti di Berlusconi. Le sembra giornalismo? Che me ne frega se a lui piacciono le puttane. Il troppo stroppia (su Repubblica).
  • Appartengo a una generazione di giornalisti che quello che dice Saviano l’ha scritto per anni e nessuno ha mai detto che noi eravamo degli eroi. Facevamo il nostro mestiere. (su Saviano)
  • Sono tutti amici carissimi, ma io ho una concezione molto professionale del giornalismo: ci vuole ordine, chiarezza. Le notizie devono essere ordinate e serie. E invece anche Il Fatto è un giornale disordinato e anche un po’ inattendibile. (su Il Fatto)

allora Bocca non ha detto niente.

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