Manifesti elettorali 2014 – Abbruzzo

Gianni Alemanno (ora Fratelli d’Italia) esagera con le “b”.

gianni alemanno abbruzzo

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Gianni Alemanno dixit

Roma, 11 Novembre 2010

I nuclei più numerosi devono pagare meno tasse. Ma visto che le risorse sono quelle che sono, bisogna che siano i single e le coppie senza figli a versare un po’ di più, per riequilibrare i carichi […] ma quando parliamo di famiglia gli omosessuali non c’entrano proprio nulla.

Roma, 13 Febbraio 1927

Viene istituita la “Tassa sul Celibato” al fine di “favorire i matrimoni e, di conseguenza, incrementare il numero delle nascite. Secondo l’ideologia fascista, una popolazione numerosa era indispensabile per perseguire gli obiettivi di grandezza nazionale che si pretendeva spettassero all’Italia, oltre che per avere un esercito il più numeroso possibile”. Fonte Wikipedia

La tassa venne abolita dal Governo Badoglio nel 1943.

E’ tutto un magna magna

Umberto Bossi e Gianni Alemanno all’abbuffata della pace

15.000 EURO:
i soldini intascati dall’assessore leghista Alessandro Costa, indagato per sfruttamento della prostituzione dalla procura di Padova.

28.000 EURO:
il danno erariale causato dall’uso improprio dell’auto blu di servizio da parte dell’ex presidente del Consiglio regionale del Friuli, Eduard Ballaman.

30.000 EURO:
il costo per la rimozione dei simboli del “sole padano” dalla scuola elementare  di Adro.

40.000 EURO:
sono i soldi percepiti dal Ministro Maroni per alcune consulenze legali dal gruppo Mythos, che “secondo l’accusa era diventato una centrale nazionale dell’evasione e della corruzione fiscale”.

800.000 EURO:
il rimborso illegale di Maurizio Grassano, deputato leghista, per truffa aggravata ai danni del Comune di Alessandria.

PS: ricerca fatta a tempo (poco) perso… attendiamo aggiornamenti.

Federico Iadicicco dixit

Ce l’ho messa tutta per trovare un motivo valido per essere antifascista ma non l’ho proprio trovato anzi ne ho trovati molti per non esserlo. Prego Dio affinché ci dia la forza di perdonare chi in nome dell’antifascismo ha ucciso giovani vite innocenti; ma cerca di comprenderci noi non possiamo essere, non vogliamo essere e non saremo mai antifascisti”.

PS: il suddetto Federico Iadicicco è consigliere provinciale del Popolo della Libertà e presidente di Azione Giovani Roma.
PPS: per mandarlo a cagare clicca qui.

Difesa della razza e toponomastica

Il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza. Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle mie vene, che io sento rifluire in me, e posso vedere, analizzare e confrontare col sangue degli altri. Il razzismo nostro deve essere quello della carne e dei muscoli; e dello spirito, sì, ma in quanto lo spirito alberga in questi determinati corpi, i quali vivono in questo determinato paese; non di uno spirito vagolante tra le ombre incerte d’una tradizione molteplice o di un universalismo fittizio e ingannatore. Altrimenti, finiremo per fare il gioco dei meticci e degli ebrei; degli ebrei che, come hanno potuto in troppi casi cambiar nome e confondersi con noi, così potranno, ancor più facilmente e senza neppure il bisogno di pratiche dispendiose e laboriose – fingere un mutamento di spirito e dirsi più italiani di noi, e simulare di esserlo, e riuscire a passare per tali. Non c’è che un attestato col quale si possa imporre l’altolà al meticciato e all’ebraismo: l’attestato del sangue.

Da “La Difesa della razza del 5 maggio 1942 – di Giorgio Almirante.

Silvio Berlusconi dixit

“All’inizio pensavamo che i cittadini italiani avessero le idee così chiare che non ci fosse neanche bisogno di fare campagna elettorale.
Poi la sinistra ha messo in campo un signore, un bravissimo comunicatore, un affabulatore straordinario: non il principale esponente della parte avversaria, ma Walter Veltroni”.

poi aggiunge
“Io non credo che ci possano essere italiani così grulli da poter cadere in un tranello di questo genere”.
e chiosa
Totti è fuori di testa”.

Ciarrapico dixit #2

ciarrapico-saluto-fascista.jpg

E Gianfranco Fini? “Ma cosa vuole, ormai lo trattano come uno sguattero! E poi, in pubblico mi dà del fascista, in privato mi invita a pranzo. Anzi, a volerla dire tutta, anche Gianni Alemanno e Altero Matteoli mi hanno invitato a pranzo”. (Fonte Il Gambero Rosso)