Gli italiani sono strani

In questi giorni Grillo ha esaltato Stalin, ha detto di essere oltre Hitler, ha difeso Genny ‘a Carogna, ha evocato scenari golpisti dicendo che la Digos e i Carabinieri stanno con i 5 Stelle… ha persino insultato il fondoschiena della Merkel.

Ebbene… nessuno in Italia ha detto “Bah!”.
Ma è bastato che proponesse di vivisezionare Dudù perché mezza Italia insorgesse, costringendolo per la prima e unica volta a chiedere pubblicamente scusa.

La morale della favola è che per fortuna sul rispetto degli animali abbiamo fatto molta strada, su quello delle persone diciamo che siamo ancora un po’ indietro.

Massimo Gramellini

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Come Zelig di Woody Allen

Ieri a Napoli lo abbiamo visto sperticarsi in difesa di Genny ‘a Carogna per poi aggiungere che anche lui avrebbe fischiato l’inno nazionale se fosse stato in quella curva ultràs. Bene, bravo.

Un mesetto fa lo stesso oratore, Beppe Grillo, raccoglieva applausi in quel di Verona o Padova, non ricordo bene, ma ricordo benissimo la solidarietà espressa agli indipendentisti veneti che vogliono separarsi da quei puzzoni dei napoletani. Bene, bravo. Se dovessimo restare alla politichetta nazionale, la disinvoltura di Grillo richiama il tempo in cui per raccattare voti Berlusconi fece dei manifesti in cui si autodefiniva perfino operaio.

Ma siccome stiamo parlando di un attore è più giusto evocare il fulgido esempio di “Zelig”, strepitoso personaggio di Woody Allen la cui nevrosi si manifestava attraverso vere e proprie metamorfosi che lo portavano a trasformarsi nei più vari personaggi. Dal gerarca nazista al capotribù indiano.

Ecco, Grillo che un giorno vuole la secessione padana e l’indomani va a fare il Masaniello dei napoletani, a me ricorda Zelig. Con la differenza che Zelig era un malato, Grillo invece è solo un furbacchione che confida sulla dabbenaggine dei cittadini esasperati.

da “Il blog del Bastardo” di Gad Lerner