Chi va con la Zoppas nessuno lo distrugge

Secondo Licio Gelli la stazione di Bologna è saltata in aria per colpa di un mozzicone di sigaretta e di un petomane professionista al posto sbagliato nel momento sbagliato.

Secondo il comitato promotore del referendum anticasta contro le indennità parlamentari, l’Associazione Amici dell’Istituto Luigi Sturzo (vicinissima all’UDC… Luigi Sturzo non era certo un comunista), raccogliere le firme è indispensabile… indispensabile per loro che si intascano i finanziamenti.

Ma non dicono che:

  1. Secondo le norme in vigore ovvero per la legge 352 del 25 maggio 1970, non può essere indetto un referendum in contemporanea con le elezioni politiche.
  2. Non è possibile depositare le firme raccolte nell’anno solare precedente a quello delle elezioni politiche.
  3. Le sottoscrizioni vanno depositate dal primo gennaio, ma entro tre mesi dall’inizio della raccolta… quindi ciccia.
  4. Il risparmio ottenuto sarebbe di 39 milioni di euro l’anno, a fronte di un costo di 300-400 milioni per svolgere il referendum.

Secondo Studio Aperto l’Italia è culi nudi e aperitivo a Forte dei Marmi.

Secondo il Sudoku siete troppo distratti.

10 fantamilioni di firme

Dice la Rosy: “Oggi ci sono 10 milioni di firme, domani saranno voti”.

“Siamo a cavallo!” direbbe il mio bisnonno morto disarcionato.
A tranquillizzare l’ambiente ci pensa il Pier che dall’ennesimo microfono nell’ennesima piazza, con tono deciso, proclama “Queste firme per le dimissioni sono il più bel regalo da fare all’Italia”.

Quindi, se è un regalo, possiamo riciclarlo il prossimo Natale?

Poi Pier si fa più serio e annuncia: “Il premier dice di avere tenuta e resistenza. Ma noi ne abbiamo sempre un minuto di più“.

E’ una minaccia?