Vegeto ergo festeggio

E’ molto importante, in particolare in questo momento di acceso dibattito, che dal prossimo anno il 9 febbraio sia la Giornata Nazionale degli Stati Vegetativi. A volerla fortemente sono state le associazioni dei familiari delle persone che vivono in questa condizione, che hanno lavorato al Libro Bianco del Ministero della Salute. Questa data ricorda a tutti noi l’anniversario della morte di Eluana Englaro, una ragazza affetta da disabilità grave la cui vita è stata interrotta per decisione della magistratura. Con questa giornata il ricordo di Eluana non sarà più una memoria che divide ma un momento di condivisione per un obiettivo che ci unisce tutti. Da oggi sarà un’occasione preziosa in più per ricordare a tutti noi quanto è degna l’esistenza di tutti coloro che vivono in stato vegetativo e non hanno voce per raccontare il loro attaccamento alla vita. Questa giornata sarà anche un appuntamento per fare il punto scientifico su tutte le scoperte su queste situazioni di cui sappiamo ancora troppo poco. E potrà rappresentare una finestra di visibilità per queste persone e le famiglie che le accudiscono amorevolmente, troppo spesso coscientemente accantonate dai media che si rivolgono al grande pubblico, come ha dimostrato la recente vicenda della trasmissione “Vieni via con me”.

Questo il breve comunicato stampa che annuncia l’istituzione (il 9 febbraio, ndr) della “Giornata Nazionale degli Stati Vegetativi” fortemente voluta dal sottosegretario al ministero della Salute Eugenia Roccella.

Grazie a Dio (che nel caso di Eluana era un sondino nasogastrico, quindi Dio è uno, trino e poliuretano) c’è abbastanza tempo per organizzare una bella pizzata… io prendo una flebo quattro formaggi con rucola grazie.

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La foto che manca

di Giovanni Maria Bellu – da l’Unità.it

Guardate bene quelle foto. I giornali domani ne saranno pieni. Le televisioni inonderanno le case degli italiani con l’immagine di Eluana. E taceranno il fatto che quella ragazza, la ragazza sorridente delle foto, non esiste più da diciassette anni.
Il presidente del Consiglio, con la tempestività dello specialista di marketing, ha immediatamente avviato la seconda fase dell’operazione-Eluana. La sua prima dichiarazione è chiara fino alla spudoratezza.  “E’ stata resa impossibile l’azione per salvarla”.
Guardate quella foto e osservate la curva dei sondaggi. Cinque giorni fa due italiani su tre condividevano la scelta di Beppino Englaro. Ieri il paese era diviso a metà. Nel mezzo c’è stata una delle più colossali operazioni di disinformazione del dopoguerra. Sarà interessante e istruttivo studiarla. Perché la campagna mediatica della tragedia di Eluana Englaro è la dimostrazione evidente dei danni che la cosiddetta “anomalia italiana” è in grado di produrre nella libera formazione del consenso.
La tempestività con cui Silvio Berlusconi ha diffuso la sua dichiarazione chiarisce a tutti quelli che ancora non se n’erano accorti il senso dell’intera operazione: attribuire la morte di Eluana Englaro al capo dello Stato e all’intera opposizione. Con qualche venatura di “giallo” come ha potuto constatare chi, poco fa, si trovava davanti alla televisione e ha avuto la disgrazia di sentire Bruno Vespa.
L’uso delle immagini della ragazza sarà, nei prossimi giorni, il proseguimento con altri mezzi della falsificazione operata attraverso i servizi sui risvegli dal coma (di persone in condizioni totalmente diverse da Eluana Englaro) o con l’utilizzo ossessivo di verbi quali “bere” e “mangiare” (spesso accompagnate da immagini di focacce e bottiglie d’acqua). Per questo è importante guardare bene, cioè in modo adulto e consapevole, quelle vecchie foto.
Perché il loro uso e abuso richiamerà un’assenza. Richiamerà l’immagine mancante. Quella di Eluana nel letto di morte.
L’immagine che, se solo avesse voluto, Beppino Englaro avrebbe potuto diffondere per mettere a tacere i suoi calunniatori. Non l’ha mai fatto. Non ha voluto farlo.  Ma questo, state sicuri, le televisioni del premier non lo diranno.

Berlusconi è un assassino

Sarà anche colpa del trapianto ma alla fine “tutti i nodi vengono al pettine”. (Fonte Niccolò Fabi)

Dio è una leggenda metropolitana

Dio non esiste…
Nessuna persona di buon senso si sarebbe fatta rappresentare da certa gente per così tanto tempo senza proferir parolaccia.

APPROFONDIMENTI: l’eutanasia (di massa) cattolica.

ULTIM’ORA – Le “migliori” dichiarazioni:

  1. Eluana è una persona viva , respira, le sue cellule cerebrali sono vive e potrebbe fare anche dei figli. Berlusconi
  2. Profondamente delusi dalla decisione del presidente della Repubblica di non firmare il decreto. Vaticano
  3. Pronto a cambiare la Costituzione sui decreti d’urgenza. Berlusconi
  4. Rispetto le considerazioni del Capo dello Stato, ma condivido pienamente la scelta del Governo. Casini
  5. Accoglierei dimissioni di chi non vuole il decreto. Berlusconi
  6. La vita vinca sul cinismo. Gasparri
  7. Non voglio la responsabilità della morte di Eluana. Berlusconi
  8. Siamo nel giusto. Berlusconi

Cattolici beoni e leghisti coglioni

Articolo 3 della Costituzione
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Da oggi il medico dovrà denunciare lo straniero clandestino che si rivolge alle strutture sanitarie pubbliche… o bruciarlo.

Strano che nessuno di quei duecento bigotti cattofondamentalisti che spingono carrozzine con disabili gravi e urlano a squarciagola

“Saremo qui ogni giorno. Saremo qui a pregare e digiunare, perchè nessuno uccida Eluana. Non c’è un diritto alla morte. C’è solo il diritto alla vita”

batta ciglio.

Eppure i pilastri sui quali poggia il doppio profilo della Dottrina sociale della Chiesa Cattolica sono il principio di solidarietà e quello di sussidiarietà?
Ma loro sono cattolici ed ottusi.
A loro non interessa la pari dignità sociale; a loro non interessa garantire a tutti la migliore assistenza sanitaria possibile; a loro basta tenere in vita una ragazza morta diciassette anni fa.
Sono contenti così… sono cattolici… e vanno in chiesa tutte le sante domeniche.
Un pentimento in punto di morte ed il culo è parato.

UPDATE: Dio chiama ed il Governo risponde. Che anomala solerzia!?

Ad Auschwitz c’era un sole grosso così

Come garantire una morte dignitosa alla sfortunata Eluana Englaro senza scatenare le ire del lefebvriano Supercar Ratzinger?

Forse in una camera a gas!

Dio è un sondino nasogastrico – Parte II

Il libero arbitrio è il concetto filosofico e teologico secondo il quale ogni alto prelato è libero di dire tutte le minchiate che vuole senza correre il rischio di prendere delle sberle.

Qui la prima parte.

Se incontro Walter gli sputo in un occhio

Il bello è che in Italia approvano solo le minchiate.

Dio è un sondino nasogastrico

Qualcuno ricordi al cardinale Angelo Bagnasco che è un sondino e non il Dio onnipresente, onniscente e onnipotente a tenere forzatamente in “vita” da oltre 16 anni la sfortunata Eluana Englaro.