Home sweet home

Per  mesi e mesi (e ancora mesi, nac) ci hanno raccontato che la “casa di proprietà ha salvato gli italiani dalla crisi economica”.

Poi sono arrivate (in disordine sparso) l’appartamento con vista sul Colosseo,  la casa di Montecarlo, le villette nello stato di Antigua e Barbuda, Villa San Martino … e, dulcis in fundo, casa Misseri ed il bellissimo plastico di Bruno Vespa.

Forse il mattone non è più il miglior investimento.

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Ignazio La Russa dixit

“Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell’esercito della Rsi, soggettivamente, dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d’Italia”.

Il problema è che la coscienza è nulla senza il cervello.

Stronzate

Gustavo Selva senatore di Alleanza Nazionale:

“Non c’è abbastanza Dio nella politica italiana. E c’è troppo agnosticismo, troppo ateismo, che si insinua nel pensiero”

Non a caso il cesso il più delle volte è IN FONDO A DESTRA