Giorgio Bocca è morto, viva Giorgio Bocca!

Solitamente un’intervista di Giorgio Bocca, icona rossa del giornalismo resistente, diventa testimonianza saggia dell’antiberlusconismo e rimbalza come pallina da flipper di giornale in giornale, di blog in blog, di profilo feisbuc in profilo feisbuc.

Ma se il Giorgione nazionale dice:

  • ci sono delle manifestazioni ridicole.
  • non si può andare avanti per venti pagine con Berlusconi e le amanti di Berlusconi. Le sembra giornalismo? Che me ne frega se a lui piacciono le puttane. Il troppo stroppia (su Repubblica).
  • Appartengo a una generazione di giornalisti che quello che dice Saviano l’ha scritto per anni e nessuno ha mai detto che noi eravamo degli eroi. Facevamo il nostro mestiere. (su Saviano)
  • Sono tutti amici carissimi, ma io ho una concezione molto professionale del giornalismo: ci vuole ordine, chiarezza. Le notizie devono essere ordinate e serie. E invece anche Il Fatto è un giornale disordinato e anche un po’ inattendibile. (su Il Fatto)

allora Bocca non ha detto niente.

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7 pensieri su “Giorgio Bocca è morto, viva Giorgio Bocca!

  1. Su Bocca sono molto d’accordo con le prime due affermazioni. Un po’ meno con la terza (Saviano è un fenomeno che ha dato fastidio a una certa parte politica, solo che poi mi sembra che abbia cominciato a svalvolare un po’ anche lui, prestandosi ad articoletti tipo “le 10 migliori cose della vita” o qualcosa del genere). Sul Fatto non sono d’accordo: nonostante il feroce antiberlusconismo, sono molto lontani da Repubblica e dicono le cose come stanno.
    Questo il mio pensiero, che nessuno ha chiesto peraltro, però un po’ di dibattito ci vuole ogni tanto…

  2. mi piaceva la republica,ma da un pò di tempo la trovo troppo (centrista)non toccatemi il fatto ,uno dei ppochi giornali capaci di illustrarti tutte le verità.Giorgio Bocca:un bravo giornalista,che avrebbe potuto fare (benissimo) anche il politico.

  3. D’accordo con Bocca e con l’autore del post: si sono cristallizzati dei dogmi (ahimé sopratutto a sx) che è difficile scrostare.
    Condivido l’opinione sulla sovraesposizione/sopravvalutazione di Saviano e, in particolare, il parere sul cattivo giornalismo di quelli del Fatto: la prima regola del giornalismo è tenere separati i fatti dalle opinioni. Una norma puntualmente disattesa da Travaglio in giù.

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