Natale era buono, poi è morto

Estratto dal racconto breve “Poco più di duecento righe – Cinquanta storie di quattro/cinque righe” di Ettore Di Totano.

NUMERO 2
Marta aveva quindici anni, una camicetta finto stropicciata, un paio di jeans blu ed una borsetta rossa. Ai piedi un paio di scarpe da ginnastica nere. La sua mamma odiava vederla uscire con quella camicetta, odiava vederla indossare indumenti spiegazzati. Marta attraversò la strada senza guardare bene prima a destra e poi a sinistra ed un furgone le stirò la camicetta.

NUMERO 6
Gianni fumava tre pacchetti di Gitanes senza filtro al giorno. Aveva la voce roca e la tosse grassa. Aveva anche una moglie grassa. Gestiva un piccolo bar del quale era il miglior cliente. Quando i medici gli diagnosticarono un bruttissimo male pianse dolcetto. Poi tossì un polmone. Poi l’altro.

NUMERO 11
John, all’anagrafe Giovanni, si faceva chiamare John perché era un fan dei Queen. Aveva tutti i cd. Aveva anche dei bootlegs comprati su E-Bay. Aveva un poster di John Deacon che gli copriva tutta una parete. Secondo Giovanni Freddie Mercury non era morto d’aids ma di crepacuore perché non sopportava vedere Roger Taylor ingrassare come un tacchino.

NUMERO 19
Miriam era cinica e materialista. Amava se stessa alla follia. Amava contornarsi di gente festante e ossequiosa. Amava l’ordine e la disciplina. Amava essere elegante. Detestava gli alti e bassi. Detestava gli squilibri e gli squilibrati. Detestava le doppie punte. Miriam a Natale credeva pure in dio. Un giorno lo specchio nel quale amava ammirarsi tutte le sante mattine si stacco dal muro e le disordinò la faccia.

NUMERO 28
Alessandra aveva un hobby, collezionare pietre brutte. Ne aveva a migliaia. Le pietre più brutte del pianeta erano a casa sua, in salotto, ammucchiate in un angolo. Gli amici le portavano pietre brutte da ogni parte del mondo. Aveva delle pietre bruttissime che arrivavano addirittura dal Brasile. Oggi Alessandra è abbastanza felice e non colleziona più pietre brutte.

NUMERO 34
Massimo aveva tutto per essere felice. Un bel lavoro, una bella ragazza, passatempi stimolanti, due spalle larghe ed una cicatrice che si vedeva solo in controluce. Massimo aveva solo un problema, non riusciva a dire cose belle. La prima cosa bella Massimo la disse ad un muro bianco imbottito di gommapiuma.

NUMERO 46
Lorenzo era un artista a corto di creatività. Il suo lavoro consisteva nel rattoppare opere d’arte danneggiate dall’usura del tempo. Col suo lavoro restituiva giovinezza. Un Dorian Gray all’inverso. Ad ogni opera donava parte della sua freschezza in cambio di un etereo stipendio, una tazza di the verde e un presente eco-solidale. Morì vecchio e stanco a venticinque anni.

5 pensieri su “Natale era buono, poi è morto

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