Dieci, cento, mille Stefano Cucchi

Non sono un “nemico” del potere a priori, né tantomeno un antipulotto per partito preso, ma quando casi come quelli di Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi si ripetono nel silenzio e nell’omertà mi sento in dovere di esprimere il mio (personalissimo) disappunto.
Pubblico tre brevi storie di vite spezzate per (sempre  mio modestissimo parere) abuso di potere, quell’abuso che certe leggi favoriscono. Ho la netta sensazione che i test attitudinali ai quali vengono sottoposti i futuri “tutori dell’ordine” non siano altro che uno strumento per misurarne la malleabilità. Non passa il migliore, passa il più plasmabile… con questi risultati.

Giuseppe 23 anni
Pantelleria, 2005
Giuseppe Ales, 23 anni, geometra senza raccomandazioni, incensurato, lavora da manovale per aiutare la famiglia. Nel tempo libero, come metà dei giovani italiani, si fa qualche canna. Dà fastidio l’idea di dare soldi alla criminalità comprando il fumo e lui, come tanti, segue una strada diversa: la marijuana se la coltiva, per uso proprio. Non costa nulla. La semina, un po’ d’acqua, clima adatto, cresce bene. Dopo qualche mese è pronta. All’alba del 20 marzo 2005, uno squadrone di carabinieri armati di mitra gli piomba in casa.
I genitori di Giuseppe sono sotto shock: il padre, anziano agricoltore, è invalido, ha perso una gamba a causa del diabete. I militari trovano alcune piantine di erba, alte poche centimetri. Sequestrate. Il giovane viene ammanettato e portato in caserma. Interrogatorio pressante. Scatta la denuncia penale “per traffico e produzione di stupefacenti”. I carabinieri annunciano a Giuseppe che pochi giorni dopo a Trapani ci sarà il processo per direttissima. Rischia da uno a sei anni di carcere. Nel Frattempo, arresti domiciliari.
Il giorno dopo, Pantelleria è sconvolta: il Giornale di Sicilia ha fatto il paginone. “Scoperto traffico di droga nell’isola, arrestati gli spacciatori”. Gli isolani non credono ai loro occhi. IL grande criminale sarebbe l’incensurato geometra Giuseppe Ales.
La mattina successiva la famiglia del giovane è riunita per la colazione; la madre trattiene a stento le lacrime, il padre è terreo. Manca Giuseppe. “Vado io a chiamarlo”, si offre il fratello più piccolo.
Apre la porta della cameretta del giovane. Giuseppe non è nel suo letto. Penzola dal soffitto, impiccato con una corda al collo.

Aldo, 44 anni
Pietralunga 2007
Aldo Branzino, 44 anni, falegname, moglie e un figlio. Qualche pianta di canapa. Arrestato. Cella di isolamento. Ne esce cadavere: ematomi cerebrali, lesioni al fegato. Indagine penale. L’unica cosa certa è che non è un suicidio. A Perugina nasce il comitato “Verità per Aldo” per scoprire tutta la storia. Ne fanno parte la moglie e il figlio. Lo scorso anno lei muore per una malattia. Il figlio Rudra, 16 anni, resta solo. Processo in corso. Per ora è imputata una guardia penitenziaria.

Stefano, 48 anni
Rovereto, 2009
Stefano Frapponi. Muratore. Artigiano. Incensurato. 48 anni. In bici, viene fermato. Perquisizione a casa, senza avvocato, né testimoni. Secondo i carabinieri, trenta grammi di hashish.
Arrestato. Trovato impiccato nella sua cella. E’ la versione ufficiale. I familiari, l’avvocato e un comitato stanno mettendo in luce diversi aspetti oscuri della sua morte. Se fosse un suicidio, sarebbe, ancora una volta, per modesta quantità.

Storie tratte dall’articolo “Vorreste che vostro figlio facesse la fine di Stefano Cucchi?” di Guido Blumir pubblicato su D – supplemento de “la Repubblica” – del 7 Agosto 2010.

17 pensieri su “Dieci, cento, mille Stefano Cucchi

  1. Purtroppo la smania di mettersi in mostra, a qualunque costo, da parte di “brillanti” operatori della giustizia, ci sta riportando ai tempi bui della caccia alle streghe, di medievale memoria

  2. in inghilterra esiste un corpo specializzato della polizia che indaga solo su presunti reati di appartenenti delle forze di polizia a 360 gradi visti i purtroppo e troppi ripetuti casi della cronaca da sempre cosa si aspetta in italia a costituire anche da noi questo , purtroppo non gli mancherebbe il lavoro dimenticavo in america è dal secolo scorso che è gia in funzione e ha lavorato benissimo con molti arresti.

  3. quelli del blog mi insultano quando dico che fanno bene a farli fuori quando ci si riesce . pArlo delle forze dell’ordine. sono sempre piu’ convinto e non mi interessa di quello che dice la gente. le forze dell’ordine sono dei criminali al servizio dei potenti se no l’italia non sarebbe conciata cosi’ se cosi’ non fosse. scendiamo in piazza tutti quanti e schiacciamoli questi vermi

  4. E’ giusto che chi ha sbagliato paghi senza se e senza ma e sopratutto senza coperture ed omerta, ma certo pace all’anima sua far diventare Giuliani un santo eh no, non mi pare che stava al G8 offrire dei fiori a quelli che si trovavano all’interno della Jeep dei Carabinieri, quindi paolo e querlli che la pensano come te , prima di parlare accendere la connessione con il cervello

  5. In un paese dove, ogni giorno, vediamo sempre di più, mettere a rischio la nostra libertà, non ci dobbiamo meravigliare che nelle Forze dell’Ordine ci siano dei facinorosi che si fanno prendere la mano e fanno i giustizialisti in versione fai-da te. Ma, non dobbiamo nemmeno dimenticare che, fra di loro, e, spero tanto, che siano la maggioranza, ci sono un’infinità di uomini che veramente sacrificano la loro vita per salvaguardare la nostra sicurezza. Non si fa mai di tutta un’erba un fascio, è sbagliatissimo! Se fossimo in un clima politico più democratico, intendendo dire, più vicino al popolo, avremmo avuto più giustizia GIUSTA. Ma, purtroppo, le nostre condizioni politiche, sono quelle che viviamo tutti i giorni con : proteste di piazza che non vede nessuno nei tg, perché non le trasmettono e i cittadini che lavorano e hanno troppi problemi e si informano attraverso la tv, non vengono informati e sappiamo poi i risultati, che vediamo e leggiamo quando difendono questo o quello (di politico intendo). Questo esecutivo ha vinto puntando sulla disinformazione e c’è riuscito. Speriamo attraverso la rete di informare il più possibile. Ma mai predicare la violenza come risposta ad altrettanta violenza. Bisogna solo sperare di riuscire a liberarsi prima che diventi troppo tardi. Per poter fare e pretendere una giustizia pià giusta.

  6. I casi descritti sono delle vere e proprie tragedie ove a volte alcuni appartenenti alle forze di polizia hanno sbagliato (e per fortuna anche pagato i loro errori). Il problema però è un altro: in Italia sono vigenti delle leggi antidroga severissime (e sbagliatissime!) ma finchè non verranno cambiate ritengo stupido e masochista piangere quando qualcuno viene scoperto con le piantine o con dosi minime di droga e finisce in galera! Le leggi sono queste, sono sbagliate e di deve fare di tutto per cambiarle a livello di società civile e di politica, ma finchè sono in vigore vanno rispettate! Oppure, chi vuole drogarsi in libertà vada in Olanda o altrove! I veri problemi del nostro paese sono altri: mancanza di lavoro, corruszione diffusa e criminalità organizzata!

  7. Pingback: Boia Faus! « Negroski

  8. Piange la Giustizia da quando è in mano al disonorando Giudiciume politico, di grandi e usurpate Carriere, che per abbietti scopi si serve pure di alcuni Gendarmi scornacchiati e Corna-copia, sui quali stende il manto protettivo della sua potente e scellerata Omertà; che reciprocamente va molto di moda fra i Criminali e gli uomini di merda.

    Lo squallido Fini (col suo parentume di Famigli), grazie ai suoi Compari Giudicioni, non finì a Montecarlo; ma fu sepolto in seguito, dalla mancanza delle sue dovute e annunciate … Dimissioni; che finora non si vedono ancora.

    Speriamo che i buoni propositi finora espressi con convinzione dal Dottor Vietti, vicepresidente del CSM e dalla Professoressa Severino, (il Ministro della Giustizia alla quale va anche la sincera Solidarietà di chi lotta per un mondo migliore e pure contro la violenza di chi, invece di impegnarsi su una Barricata, alla luce del giorno e in prima persona, non sa fare altro che minacciare a casaccio da un comodo nascondiglio), si possano realizzare per porre riparo e fine alle tante Macellazioni Giudiziarie, passate e ancora in atto.

    Infame Processo Farsa, basato su Scemenze e Calunnie; in una squallida Corte d’Assise della Fogna di Torino, che per laidi interessi Politici e Criminali, molto egregiamente si trasformò in un sublime teatro dei Buffoni, dei Lestofanti e dei Briganti …

    La scelleratezza della Camorra Giudiziaria, partì dal Processone di Viterbo, passò da Napoli per San Enzo Tortora e proseguì per Torino, col Ludibrio del “Processo” a Mario Longobardi di Orbassano (con recondito seguito …) per non fermarsi più; dal Vesuvio un abbraccio ai Carcerati (che soffrono da Innocenti), agli Emigranti e una solenne Maledizione agli eccellentissimi Legulei di prestigiose quanto usurpate carriere del Turpe Giudiciume, coi suoi associati Compari e manutengoli vari; i vili Gendarmi, i Falsi scribacchini e gli squallidi Pennivendoli.

    Quanta ricord, oi né, quanta ricord …; la grandissima Maria Carta a Piossasco; un vero Comandante (Pattadese e Guzzista col “California”); un’Indegno comandante (con vergognosa e rubata medaglia d’oro); il Nipotame di zio Peppe (Zione, che saluta da Napoli) e i bravi Amici Sardi di Cumiana (incluso gli “indigeni”) e del Torinese e l’Infame padre delle Violenze di Stato, il Giudiciume delle Cloache Piemontesi.

    Quando Maria Carta, la gentile e forte Signora delle canzoni Sarde e i suoi Coristi, deliziavano con le antiche magie delle Favole, anche a Piossasco, dove la gran folla che era composta da Famiglie di Immigrati da tutte le Regioni d’Italia, si emozionava molto con le allegre Melodie della Natura; quando dopo calorosi applausi, la Gente si ritirava a casa, tutta contenta che il Signore aveva concesso una bella giornata, purtroppo fu anche il triste tempo in cui germinò la mala pianta dei Traditori del Popolo, i sovversivi Felloni dello Stato che cominciarono a defecare sulla Costituzione.

    Fu allora che l’ignorante e criminale Giudiciume “Piemontese” aggredì un Assessore di Orbassano, Meridionale e Socialista … con un Infame Processo Farsa, basato su Scemenze e Calunnie, in una Corte di Buffoni della Fogna di Torino, in cui la Turpitudine assassinò il nome e l’esistenza di Galantuomini e Donne per bene di quei paesi, che non avevano mai avuto niente a che vedere con occulte o evidenti Faide Politiche, coi Cialtroni Giudiziari e colle Scelleratezze Tribunalizie.

    Uh, uh, ma ch stronz ’e ris, (pardon, m’è scappato, oh, ooh …); ahi, ahi che ghignate; minchia bravi carusi, se ci penso, che ghignate boja fauss; chiedo scusa ai pazienti lettori per il piccolo sfogo del prolisso eloquio, ma chissà come mai questo lodevole sito (Blog o Forum ?) mi ha sollecitato la memoria, riportandomi indietro nel tempo, alla difficile ma pur spensierata fanciullezza, facendomi ricordare di una storiella sentita allora, sugli sgarrupati marciapiedi degli Scugnizzi (sì; ma attenzione però, che sono anche stato fortunato, perché nato a Chiaja in un palazzo di antichi Principi …).

    C’era una volta un bastimento carico di magnifiche arance (Sorrento o Palermo ?) attraccato alla banchina della “Marina dei Limoni” presso la foce del Sebeto, il mitologico fiume sotterraneo tanto caro a Virgilio e a padre Dante, che già allora, fra le tante schifezze continuamente scaricava in mare anche delle turgide quanto evidenti deiezioni di forma cilindrica e di grosso diametro, presumibile retaggio dei Titani o di mostruosi Umanoidi dal Ciclopico ano e che senza danno, galleggiavano superbamente fra le placide onde.

    Un’improvvisa burrasca fece rovesciare la navicella, per cui quel tratto di mare si riempì di Arance, fra le quali si intrufolarono (aumm, aumm…) e si frammischiarono molti pezzi di quel disumano e fitusissimo sterco; ad un certo punto, ritornato il sereno e vedendo con compiacimento di essere riusciti a sparpagliarsi e confondersi molto bene in mezzo ai nobili agrumi, gli ignobili escrementi allegramente si misero a cantare a squarciagola: “Simm tutt Purtuall; né uè, ca ccà simm tutt Purtuall !!!”.

    Purtroppo sembra che malgrado i secoli trascorsi, i più grossi di questi Maestosi Stronzi, siano sopravvissuti alla consunzione del tempo e ultimamente, con grande Albagia sguazzano e Impestano in famigerate Fogne; per cui si avverte il Popolo di fare molta attenzione e di evitarne qualsiasi contatto; a scanso di Mortali accadimenti.

    Ama la verità; mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi.
    E se la verità ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo.
    E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio.
    http://www.moscati.it/Italiano/It_pensieri.html

    Il grande clinico e Medico dei poveri, Benefattore della dolente Umanità e venerato Santo già da vivo, parlava così perché fra i tanti morbi con cui lottava strenuamente nei lazzaretti non si era imbattuto nella Lebbra della Giustizia; perché all’epoca il mortifero GIUDICIUME togato, non si era ancora diffuso come grave Epidemia Sociale e i Magistrati erano persone serie, austere e morigerate, fatta eccezione di qualche sporadico e recondito bacillo isolato; chissà se fosse vissuto ai giorni nostri, quale sarebbe stato il suo severo pensiero in merito all’Agonia in cui si dibatte la pugnalata Temi; vanamente difesa dalla seria e silente Magistratura.

    http://www.sanmarinonotizie.com/?p=30721
    Lo disse Dante, pensando al Giornalume e questo poi lo confermò anche Nerone,
    che un Ruffiano è peggio di un Bubbone; specie quando si accoppia al Giudicume.

    Da Somma Vesuviana e da parte della gente Onesta, esprimo il sincero Cordoglio per questi giovani Lavoratori Senegalesi, così vigliaccamente uccisi a Firenze e ricordo che, purtroppo Pazzi e Carognoni sono sempre esistiti in ogni tempo e in ogni luogo. — Un augurio di pronta guarigione per i feriti, colla speranza che non resti nessuna ombra su come si sia svolta questa tragedia; da parte di un ex Emigrante in Piemonte e in anni difficili …

  9. Pingback: Federico non riposa in pace | Negroski

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...