Difesa della razza e toponomastica

Il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza. Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle mie vene, che io sento rifluire in me, e posso vedere, analizzare e confrontare col sangue degli altri. Il razzismo nostro deve essere quello della carne e dei muscoli; e dello spirito, sì, ma in quanto lo spirito alberga in questi determinati corpi, i quali vivono in questo determinato paese; non di uno spirito vagolante tra le ombre incerte d’una tradizione molteplice o di un universalismo fittizio e ingannatore. Altrimenti, finiremo per fare il gioco dei meticci e degli ebrei; degli ebrei che, come hanno potuto in troppi casi cambiar nome e confondersi con noi, così potranno, ancor più facilmente e senza neppure il bisogno di pratiche dispendiose e laboriose – fingere un mutamento di spirito e dirsi più italiani di noi, e simulare di esserlo, e riuscire a passare per tali. Non c’è che un attestato col quale si possa imporre l’altolà al meticciato e all’ebraismo: l’attestato del sangue.

Da “La Difesa della razza del 5 maggio 1942 – di Giorgio Almirante.

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9 pensieri su “Difesa della razza e toponomastica

  1. Poi qualcuno mi spiega cosa ci sia d’attualità in una dichiarazione di Almirante del 1942.
    Anti fascismo, all’Università grave la rissa, ma andava segnalata anche la censura sull’argomento Foibe, Rete4 e Antiberlusconismo, non è che questi sondaggi favorevoli ai primi interventi del governo Berlusconi abbia spostato la mente delle forze di sinistra agli anni 70?
    L’informazione oggi parla di antifascismo e di antiberlusconismo, dimendicando le problematiche italiane… che schifo.

  2. La collaborazione a La difesa della razza fu l’unica esperienza che Almirante sconfessò completamente affermando “di aver superato la sua adesione al movimento razzista per ragioni umane e concettuali, per uno di quei superamenti di coscienza ai quali bisogna pur pervenire se si vive con piena onestà la propria fede e la propria dottrina”

  3. […]carne e dei muscoli; e dello spirito, sì, ma in quanto lo spirito alberga in questi determinati corpi, i quali vivono in questo determinato paese; non di uno spirito vagolante tra le ombre incerte d’una tradizione molteplice o di un universalismo fittizio e ingannatore. Altrimenti, finiremo per fare il gioco dei meticci e degli ebrei[…]

    ma lo spirito di cui parla almirante è lo stesso del Negroni? 😛

    @ GIUSEPPE è attuale perchè Alemanno ha proposto di intitolare una piazza ad Almirante (o mi sbaglio?!)

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