Un post campanilistico ogni tanto non guasta.
Specie se pubblicato per promuovere una mostra d’arte organizzata in un paesino che già di per se è un’opera d’arte.
Il paese è Cervo Ligure, la mostra “Storie di pittura piemontese del novecento in Liguria” e la location il settecentesco Palazzo Viale, recentemente ristrutturato, capolavoro architettonico e artistico di indubbio valore.
Il tema portante di questa mostra nasce da una ricerca e da una constatazione storica: nel periodo successivo all’ultimo conflitto mondiale, a cavallo fra gli anni Quaranta e Cinquanta, il piccolo borgo medievale di Cervo, affacciato sul mare, esercitò un fascino speciale su un gruppo di artisti e di intellettuali, in particolare piemontesi, che lo scelsero quale residenza estiva, dando vita a un ricco cenacolo artistico e culturale.
Molti di questi personaggi conobbero la Riviera di Ponente perché influenzati dal forte legame tra Carlo Levi e la Liguria, in particolare Alassio, scelta come luogo di riflessione e di ispirazione per il suo lavoro. A partire dalla seconda metà del Novecento, a Cervo si formò così una piccola comunità di pittori torinesi, tutti esponenti di spicco del panorama artistico nazionale: tra i primi ad arrivare fu l’artista Francesco Casorati con il padre Felice e la madre Daphne Maugham.
Poco dopo giunsero Piero Martina, Francesco Menzio, Nicola Galante, Sergio Saroni, Romano Campagnoli con il padre Adalberto. Fu la volta quindi dei più giovani Mauro Chessa e Nino Aimone. Negli stessi anni frequentava Cervo anche il lombardo Ennio Morlotti che già conosceva la Liguria perché era solito soggiornare a Bordighera.
Tutto ciò contribuì a trasformare il piccolo centro ligure, oggi tra i borghi più belli d’Italia e con un fermento culturale e artistico di portata internazionale, in una fucina caratterizzata da intensi dibattiti che varcarono i limiti della pittura e si estesero anche alla letteratura, grazie alla presenza di letterati di fama mondiale come Henry Furst americano per nascita, ma italiano per scelta spirituale, definito dalla critica geniale agevolatore d’intellighentsja, il quale nella sua residenza di Cervo era solito ospitare personaggi come Italo Calvino, Eugenio Montale e molti altri.
Questo numero consistente di artisti e di letterati, la maggior parte dei quali ricoprono il ruolo di protagonisti della cultura italiana del Novecento, costituiscono ancora oggi la prova evidente del fascino particolare che Cervo esercita sui turisti italiani e stranieri, in un’esperienza unica che la mostra “Cervo: storie di pittura piemontese del Nocevento in Liguria” intende rievocare.
Artisti: Carlo Levi, Felice Casorati, Francesco Menzio, Nicola Galante, Ennio Morlotti, Francesco Casorati, Dafne Maugham Casorati, Piero Martina, Sergio Saroni, Adalberto Campagnoli, Romano Campagnoli, Mauro Chessa, Nino Aimone.
Dal 5 Luglio al 24 Agosto 2008 – aperta tutti i giorno dalle 18 alle 23.
Per maggiori informazioni: cervoinarte.com
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Venerdì 25 Luglio, 2008 alle 18:41 |
Ma tu, per dire, avevi a che fare con Cervello?
Scusa l’OT ma ho strane sensazioni
Venerdì 25 Luglio, 2008 alle 23:24 |
acqua, fuocherello, fuoco, fuochista…
diciamo ni!
Sabato 26 Luglio, 2008 alle 0:21 |
ah…il servellu….non vedo l’ora che arrivi il 1 ottobre….
Sabato 26 Luglio, 2008 alle 19:55 |
Penso di venire a vederla. Anzi veniamo.
Mercoledì 5 Novembre, 2008 alle 17:02 |
[...] segnalare altri siti, come InAgenda, B&B e Negroski. Tags: Cervo, Gente Viaggi, il secolo xix, La Mostra, La Stampa, pittori piemontesi, Rassegna [...]