Rock’n’roll robot

Dopo anni di rullate approssimative su pelli di batterie da robivecchi, pennate rustiche su chitarre polverosamente scordate e un buon centinaio di concerti gustati e/o sopportati, credo di essere riuscito a sviluppare un certo senso critico.

Una cosa è certa: preferisco di gran lunga l’originale corrotto al copia/incolla virtuoso. Quelli che hanno imparato così bene l’assolo di Jimi Hendrix da copiarne pure gli errori finiranno all’inferno nel girone dei fans di Trucebaldazzi.

Lo Stroncatore

Se questo è un uomo (Primo Levi)

Troppo scontato. Soprattutto il messaggio che viene troppo spesso passato è che gli ebrei sono stati deportati. E gli italiani normali? Operai normalissimi, che hanno anche fatto la resistenza, e che non vengono mai ricordati. Auschwitz era un campo di smistamento, difficilmente potevi morire lì, mentre molti altri erano i campi di concentramento vero e proprio. Bisogna andare oltre e informarsi sempre di più. (artec)


Una delle tante “recensioni” 2.0 trovate online e raccolte sulle pagine de “Lo Stroncatore“, tumblr italiano dove vengono raggruppati i giudizi letterari più assurdi fra quelli pubblicati sul Web dai lettori (Amazon, Anobii & C.).

Come scrivere di un suicidio

Linee guida che i giornali dovrebbero rispettare, ma che nel caso della morte di Robin Williams sono state spesso ignorate.

Come ha spiegato Mary Hamilton, giornalista dell’edizione australiana del Guardian, nel giornalismo esistono linee guida piuttosto chiare che indicano come parlare e raccontare un suicidio. Una sintesi efficace di queste regole è stata fatta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha pubblicato un rapporto intitolato: «Prevenire il suicidio. Una risorsa per i professionisti dei media». Per esempio, quando si scrive di suicidio è necessario pensare all’impatto che quell’articolo può avere sui lettori: può essere quindi utile fornire indicazioni o numeri di telefono da contattare in caso di emergenze (l’ha fatto il Guardian per esempio, che alla fine dell’articolo sulla notizia della morte di Robin Williams ha messo i numeri di telefono da contattare dei centri di prevenzione del suicidio negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Australia). Inoltre è raccomandato evitare di raccontare il suicidio nei dettagli, omettendo per esempio le modalità con cui quella persona si è uccisa.

Il motivo è che i lettori più vulnerabili potrebbero “imitare” il comportamento suicida riportato dal giornale, specie se la copertura che viene data dell’evento è molto ampia e usa toni sensazionalistici. Come ha specificato Hamilton, non si tratta di un’ipotesi di scuola: negli ultimi anni sono stati condotti centinaia di studi sul cosiddetto “suicidio per emulazione”, che hanno dimostrato che una particolare copertura dei media sulla morte di una persona può effettivamente incoraggiare altre persone considerate “vulnerabili” a uccidersi nella stessa maniera.

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